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Volano le spese per le armi. Ma servono?

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Non c’è bisogno di essere un pacifista incallito per rendersi conto che qualcosa non quadra nei budget di spesa delle nostre forze armate. Il generale Claudio Debortolis, segretario generale della Difesa, ha appena annunciato in un’intervista al web magazine Analisi Difesa una clamorosa impennata nei costi per armamenti già programmati.

I cacciabombardieri F-35 Lightning 2, in dotazione all’Aereonautica e alla Marina, costeranno 127,3 milioni di dollari (pari a 99 milioni di euro) a pezzo, e saranno consegnati a partire dal 2013. Eppure appena qualche mese fa lo stesso generale Debortolis in Parlamento aveva parlato di una spesa per 80 milioni di euro a cacciabombardiere. Come si spiega un aumento così vistoso e in così breve tempo? E ancora: siamno proprio sicuri che con la Grande Crisi in atto, con i tagli continui alla spesa pubblica per contenere la pressione fiscale (che invece aumenta) un investimento in armi di questa portata sia indispensabile? Non è il caso di ripensarci prima di procedere?

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