L’uomo più vecchio d’Italia vivente è Vitantonio Lovallo, detto Zitòn, 112 anni, residente nella frazione di Sarnelli ad Avigliano, in provincia di Potenza, in Basilicata. La sua vita è davvero un romanzo, e racconta bene il segreto di questa straordinaria longevità.
Vitantonio ha iniziato a lavorare a 16 anni, da pastore, aiutando anche i genitori nei campi coltivati a mais e grano.
Durante la Seconda guerra mondiale fu chiamato al fronte e, nel 1943, venne fatto prigioniero in Grecia dalle forze tedesche e internato nel campo di concentramento di Stalag VIII C, dove rimase fino alla fine del conflitto nel 1945: di questa esperienza Vitantonio ha scritto anche un lungo diario, oggi custodito dalla nipote Sara. Rientrato nella sua terra, non ha mai preso la patente, ma ha lavorato come mulattiere (trasportava legna e altri materiali con i muli) e ha continuato a coltivare i campi per gran parte della sua vita, fino all’età di 103 anni.
- Si sposò nel 1936 e con sua moglie ebbe quattro figli (due femmine e due maschi, uno dei quali purtroppo morto in tenera età). Sua moglie è vissuta fino a 98 anni.
- Al di là dei misteri della genetica, la longevità di Vitantonio si spiega con la scienza. Una vita attiva, ricca di passioni e di relazioni umane. Tanta attività fisica, dovuta al lavoro nei campi e con i muli. Un’alimentazione tipica lucana, da dieta mediterranea: legumi, verdure di stagione, frutta, cereali integrali e olio d’oliva, con poca carne e zuccheri raffinati.
- E infine un segreto importante: prendere sempre pochissimi farmaci, e quando davvero servono. Con l’eccezione della cardioaspirina che da anni protegge il cuore di Vitantonio.
Foto di copertina tratta dalla pagina Facebook di Erminio Cioffi
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