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Otto per mille, non sprechiamo le offerte. E stiamo attenti a chi vanno i nostri soldi

Ogni anno si distribuisce 1 miliardo di euro, ricavati dalle denunce dei redditi, ad associazioni ed enti di volontariato. Talvolta però queste donazioni finanziano solo burocrazia e stipendi.

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UTILIZZO 8 PER MILLE –

Si avvicina la scadenza dell’8 per mille, la quota delle tasse ricavate dalle dichiarazioni dei redditi con il modello 730 che viene destinata ad enti ed associazioni secondo le indicazioni del contribuente, e purtroppo dobbiamo prendere atto che anche questa buona azione in Italia è diventata molto opaca.

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A CHI DESTINARE 8 PER MILLE –

Secondo la denuncia della Corte dei Conti, infatti, il miliardo di euro che viene distribuito, in gran parte ad enti e associazioni di matrice cattolica, spesso finisce in mille rivoli. Burocrazia, personale, spese di avvocati e consulenti. Allo stesso, bisogna dirlo, leggiamo storie fantastiche di volontariato e di assistenza che la Chiesa riesce a mettere in campo, proprio grazie ai soldi che riceve con l’8 per mille. Recentemente ho visitato una casa di riposo per anziani, tutta realizzata con i fondi dei contribuenti.

COME NON SPRECARE L’8 PER MILLE –

L’8 per mille è una grande opportunità: dobbiamo imparare a non sprecarla. Come? Innanzitutto sapendo a chi destiniamo i soldi. Se scegliamo un’associazione o un ente, non possiamo andare al buio. Dobbiamo sapere che tipo di attività svolgono, con quali risultati, e con un bilancio trasparente. È un nostro diritto-dovere. Affidereste mai i vostri risparmi a una persona o ad una società senza sapere nulla della loro attività? In secondo luogo, una volta che abbiamo deciso chi sostenere, nel tempo e senza ossessioni dobbiamo vigilare sull’uso del denaro. Come lo spendono? Con quali effetti? Anche perché, in questo modo, l’anno prossimo sapremo se e come confermare la nostra donazione.

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