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Università, lo spreco del capitale umano

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Lo spreco umano, che passa per i giovani, si realizza nelle sale degli atenei. Questa analisi interessante proposta dall’economista Tito Boeri (sul sito Cadoinpiedi) spiega come i test d’ammissione all’università, sulla cui incongruenza abbiamo già scritto, penalizzino ottimi studenti che hanno solo la sfortuna di iscriversi in un ateneo con soglie d’ingresso molto alte. E per chi volesse dare un’occhiata più attenta ai bandi di ammissione all’università, ecco la lista ufficiale secondo il Miur dei provvedimenti relativi all’ingresso nelle diverse facoltà.

Lo spreco di capitale umano continua. Del tutto gratuito perché dovuto a regole di selezione degli iscritti alle facoltà a numero chiuso anacronistiche e volte solo a proteggere le clientele locali. Come è noto, il concorso è uguale in tutte le sedi, ma la graduatoria viene fatta sede per sede, il che significa che le soglie nei punteggi al di sopra delle quali si è ammessi sono diverse da sede a sede. Come l’anno scorso abbiamo analizzato quanti studenti sono stati esclusi pur avendo un punteggio superiore a studenti ammessi in altre sedi.

Si noti che da quest’anno le graduatorie nei test per le facoltà di medicina e chirurgia vengono stilate a livello di 12 grandi macroaree nelle quali sono raggruppate le principali università della zona, anziché a livello di ateneo. Ad esempio gli studenti che hanno fatto domanda per le università Bicocca e Statale di Milano sono stati messi nella stessa graduatoria degli studenti che hanno fatto domanda a Varese; Napoli Federico II e Napoli Seconda Università sono state inserite nello stesso gruppo dell’Università di Salerno. E cosi via. Purtroppo questo piccolo aggiustamento non sembra avere ridotto in modo significativo lo spreco di capitale umano. Anche quest’anno 1267 aspiranti medici (circa il 14% del totale) sono stati esclusi pur avendo punteggi superiori a chi è stato ammesso altrove ingiustamente. L’anno scorso erano 1320 (il 16% del totale). Per bloccare lo spreco ci vuole una vera riforma che istituisca un’unica graduatoria nazionale. Ministro Profumo: batti un colpo. 

Per chi fosse interessato, la foto di questo articolo sul sito di Non Sprecare riguarda un grafico che rappresenta il divario tra coloro che sarebbero dovuti entrare e chi invece sarebbe stato escluso applicando delle regole nazionali.