Troppe sigarette nei film e nelle fiction

Mentre i divieti aumentano e nelle case di fuma raramente, al cinema e in tv le sigarette dilagano. Perché?

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Il fumo si è impadronito del cinema. Tutti dicono che bisogna smettere di fumare, i divieti si moltiplicano, ma intanto negli ultimi anni l’aumento delle scene di film con personaggi che si mostrano con le sigarette accese sono aumentate del 70 per cento. Un record. E nonostante il chiaro appello dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che invita a ridurre al minimo indispensabile le scene nei film e nelle fiction nelle quali si vedono attori che fumano.
Una battaglia che noi di Non Sprecare sentiamo molto: l’Oms ha lanciato un allarme riguardo alle scene dei film in cui compaiono fumo e sigarette. A Hollywood e non solo, le scene che rappresentano persone che fumano sarebbero diventate un modo per aggirare i divieti sulla pubblicità del tabacco: lo si legge in un rapporto dell’Organizzazione mondiale della Sanità.

Secondo il rapporto dell’Oms il 44% dei film totali prodotti a Hollywood contiene scene con attori che fumano. Le percentuali crescono in Europa: in Germania cinque dei sei film prodotti nel paese entrati nella top ten dei più visti mostravano sigarette, in Francia 5 su 7 e in Italia 4 su 4. Ed esistono diversi studi, dicono gli esperti, che hanno legato la presenza di scene in cui si vede gente che fuma nelle pellicole cinematografiche alla propensione a fumare da parte dei ragazzi.

Gli esperti propongono una doppia soluzione: vietare ai minori la visione dei film in questione oppure un avvertimento (“warning”) sul modello di quelli diffusi sui pacchetti delle sigarette da diffondere prima della proiezione. “Abbiamo sollevato questo problema anni fa – ha spiegato Roberta Pacifici, che dirige l’osservatorio fumo alcool e droga dell’Iss – e un nostro studio aveva rivelato che c’era un ‘atto fumo’ ogni sette minuti“. Noi chiediamo però una sensibilità di chi fa sceneggiatura e regia, perché molte delle azioni fumo sono solo riempitive”.

Tra le istituzioni che più spingono per vietare ai minori non accompagnati la visione di film con scene che mostrano sigarette accese c’è in prima fila il Centers for disease control americano che ha realizzato lo studio  sull’aumento delle pellicole con immagini di fumatori incalliti. Resta poi da sciogliere un enigma: il boom del fumo al cinema è un gesto di puro cinismo o una questione di affari con la lobby del tabacco che paga il conto per questa assurda pubblicità? E ancora: le tante sigarette nei film e nelle fiction altro non sono che pubblicità occulta a favore del fumo?

A parte la propaganda nascosta, dal mondo del cinema fanno sapere che ci sono diversi motivi per i quali le sigarette compaiono sul set con tanta frequenza:

  • Tradizione cinematografica: per decenni fumare era socialmente normale e molto diffuso. I grandi divi come Humphrey Bogarto Marlon Brando hanno contribuito a legare la sigaretta a immagini di fascino, ribellione o mistero.
  • Scorciatoia narrativa: una sigaretta comunica rapidamente qualcosa del personaggio:
    • stress o ansia,
    • atteggiamento “duro” o trasgressivo,
    • seduzione,
    • malinconia,
    • dipendenza o autodistruzione.

    In pochi secondi lo spettatore “capisce” il tono della scena.

  • Estetica visiva: il fumo crea effetti visivi interessanti con luci e ombre. Registi e direttori della fotografia lo usano per dare atmosfera, soprattutto nei noir, thriller o drammi storici.
  • Realismo storico o sociale: in serie ambientate negli anni ’50–’90 sarebbe strano non vedere persone fumare, perché il tabacco era molto più diffuso. Per esempio in Mad Men il fumo serve anche a ricreare la cultura aziendale dell’epoca.
  • Influenza dell’industria del tabacco: soprattutto nel Novecento ci sono stati veri accordi commerciali tra Hollywood e aziende del tabacco per mostrare sigarette sullo schermo. Oggi le regole sono più severe, ma l’eredità culturale è rimasta.

Nell’Unione europea, ad esempio, la direttiva sui servizi audiovisivi vieta il product placement per i prodotti del tabacco. Anche in Italia la pubblicità del tabacco è molto restrittiva.

Molti studi mostrano che vedere personaggi fumare può aumentare la probabilità che adolescenti e giovani associano il fumo a successo, fascino o maturità. Per questo varie organizzazioni sanitarie criticano la presenza del tabacco nei media.

Lo studio intitolato Effect of Smoking Scenes in Films on Immediate Smoking: A Randomized Controlled Stud (autori principali Sonya Dal Cin, James D. Sargent, Rick L. Gibbons), pubblicato sulla rivista  Tobacco Control Journal  ha preso in esame 100 giovani fumatori (18–25 anni) e li ha divisi casualmente in due gruppi:

  • un gruppo guardava scene di film con sigarette,
  • l’altro guardava le stesse scene senza fumo.

Subito dopo, durante una pausa di 10 minuti, i ricercatori hanno osservato chi accendeva una sigaretta.

Risultato: chi aveva visto le scene con il fumo era circa 3 volte più propenso a fumare immediatamente dopo.

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