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Trasporto cani in taxi, a Roma e in altre città rifiutano il servizio. Senza una spiegazione

A Napoli li vogliono solo di piccola taglia. A Bologna chiedono un supplemento in contanti. E nella capitale il servizio radiotaxi più diffuso, il famoso 3570, non accetta prenotazioni di clienti con cani.

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TRASPORTO CANI IN TAXI –

Le vacanze per chi deve viaggiare con un cane possono avvelenarsi in un attimo. Tra le tante stravaganze in un Paese che rispetta poco e male gli animali, tantomeno quelli domestici, c’è un’assurda e diffusa regola: l’impossibilità di salire su un taxi con un cane. Anche solo per andare a prendere un treno, un aereo, un aliscafo. Un no secco, senza alcuna spiegazione plausibile.

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IL CASO DI ROMA –

A Roma, per esempio, il più importante servizio di radiotaxi, il noto 06-3570, consente di prenotare un taxi per la stazione e l’aeroporto il giorno prima: mossa indispensabile, non solo necessaria, in alcuni giorni e in alcuni orari di intensa richiesta di auto bianche, altrimenti si rischia di restare senza taxi. Ma mossa inutile se avete bisogno di una vettura con un tassista che sia disponibile a trasportare anche un cane, con il padrone. La risposta è sconfortante: «Non prevediamo questo servizio». E allora secondo i signori del 3570 il cane bisogna lasciarlo marcire in casa o abbandonarlo per strada, quando si parte?

LA SITUAZIONE A NAPOLI E BOLOGNA –

A Napoli, altro radiotaxi molto popolare e diffuso, 081-5707070, altra stranezza. Accolgono la richiesta e prevedono una vettura con tassista disponibile, ma solo per i cani di «piccola taglia». E per quelli grandi che cosa si fa? Non si parte? Alla stazione di piazza Garibaldi, punto strategico della città, puoi restare anche un’oretta in fila, prima che ci sia un brav’uomo disposto a fare salire il cane nel suo taxi. A Bologna per portare i cani, i tassisti che li accettano, pochi, chiedono un supplemento. Almeno un euro. A Modena una delibera comunale prevede e scolpisce il diritto del tassista di rifiutare il trasporto dei cani, piccoli e grandi che siano. E, tornando a Roma, si è arrivati, solo qualche mese fa, all’assurdo di un tassista che ha rifiutato l’ingresso in macchina di un cane per non vedenti che accompagnava una signora cieca, Simona Zanella. Prima ha detto che era allergico, poi ha farfugliato che l’animale era troppo grande per la sua auto, e infine si è barricato in un no punto e capo. Non sapendo però che la Zanella lavora in un Onlus, Blindsight Project, che protegge proprio i cani per i non vedenti. E quindi il taxi, alla fine, per lei è arrivato.

COSA POSSIAMO FARE NOI –

Quanto a tutti noi, abbiamo un modo semplice e forte, da consumatori attivi e responsabili, per reagire contro queste assurde discriminazioni, uno spreco a danno dei poveri animali, sul trasporto dei cani in taxi: boicottare tutti i servizi di radiotaxi i cui soci non accettano questo servizio. Calpestando anche la loro stessa funzione di servizio pubblico.

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