Tigre è un nome molto noto nell’universo dei supermercati: la sua rete (anche con i marchi Oasi e Tigre Amico) si è allargata in tutta Italia, e uno degli strumenti più utilizzati per fidelizzare i consumatori è farli iscrivere al programma collegato alla carta Unika. Ovvero: sconti su alcuni prodotti, accumulo punti per avere promozioni e regali.
Le carte fedeltà sono di solito calibrate a favore innanzitutto della fascia di consumatori più anziani, e invece i gestori di Tigre hanno fatto il contrario, ovvero hanno deciso di penalizzare proprio questa categoria di clienti. Come? Prevedendo l’assegnazione e l’uso della carta fedeltà solo attraverso l’app, alla quale molti consumatori anziani non possono accedere, per il semplice motivo che non hanno neanche uno smartphone, oppure non hanno familiarità con il meccanismo delle app. E non sono pochi: secondo i dati dell’Istat, infatti, soltanto il 31 per cento degli italiani over 70 negli ultimi tre mesi ha usato almeno una volta Internet.
Prevedere soltanto la versione digitale della carta Unika non è un capriccio da innovatori tecnologici, quanto più semplicemente un modo per tagliare costi di gestione e del personale. Inoltre, l’uso dell’app è un modo per catturare dati personali dei clienti, che rappresentano ormai uno dei patrimoni più importanti delle aziende, specie nel settore del commercio. Peccato che risparmi di questo tipo si vanno a scaricare proprio su quella fascia di consumatori, gli anziani, che dovrebbero essere più protetti.
Fonte immagine di copertina: OasiTigre.it
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