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Tetti in comodato d’uso in cambio di energia

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«L’idea ce l’ha fornita Jeremy Rifkin. Miliardi di cittadini che producono energia elettrica pulita, scambiando quella in eccesso. La terza rivoluzione industriale fatta di “reti intelligenti” è il modello al quale ci siamo ispirati. Proprio pensando a quel concetto e osservando la conformazione geomorfologica del nostro territorio abbiamo pensato che il rinnovamento del parco energetico poteva arrivare da tanti piccoli impianti, così come per decenni è arrivato dall’arco alpino attraverso i fiumi e le centrali idroelettriche». Riccardo Bani, direttore generale di Sorgenia, racconta così la nuova strategia che prevede l’installazione gratuita di pannelli fotovoltaici: con il contratto SoleMio i clienti hanno a disposizione l’impianto in comodato d’uso per 20 anni.

LE ESPERIENZE – È un po’ quello che Enfinity, con Roof It, la cessione del diritto di superficie del proprio tetto per 25 anni alla multinazionale belga, che realizza a proprie spese l’impianto fotovoltaico dietro il corrispettivo di un canone. «Questo schema, avviato già sei anni fa in Belgio e in Olanda, ma ormai collaudato in tutto il mondo, dal Canada all’India e anche all’Italia, è una sorta di affitto delle superfici. Infatti paghiamo un corrispettivo ai proprietari, in denaro o in energia. O rimettendo a posto il tetto, dipende dalla soluzione che il cliente sceglie. La parte interessante dello schema è che il pagamento avviene il primo anno», spiega Francesco Zorgno, amministratore delegato di Enfinity Italia. «Facciamo un esempio. Un capannone di 15 mila metri quadrati, con orientamento ottimale può fruttare 200 mila euro, se dato in affitto per collocare i pannelli. Non all’anno, ma in un’unica soluzione. Nell’Italia meridionale la stessa metratura può valere il doppio». Come dire che il valore di un immobile varia a seconda che produca energia, oppure no.

FUNZIONAMENTO – Ma come funzionano questi contratti, con pannelli in comodato d’uso o tetti ceduti in affitto? «Pensiamo a tutto noi, dall’installazione alla manutenzione, e questo impianto, che va ad aumentare il valore dell’immobile, è riscattabile in qualsiasi momento», spiega ancora Riccardo Bani. «Non offriamo finanziamenti, ma a chi ci ospita sul tetto oltre ai pannelli diamo energia gratis: il cliente diventa produttore di energia elettrica da fonti rinnovabili, e arriva a risparmiare dal 30% al 50% dei costi rispetto alla vecchia bolletta. Chiediamo solo che il tetto non sia obsoleto».

CONVENIENZA – Conviene? Non conviene? In quanto tempo si ammortizza un impianto? Quanto dura? Quanta energia produce un pannello fotovoltaico? Meglio essere proprietari oppure no? Sottoscrivere un contratto non è mai facile. «Un impianto fotovoltaico da 3 kilowatt – il consumo medio di una famiglia – oggi ha un costo di circa 10 mila euro. In sei-sette anni si arriva al break-even e si ammortizza la spesa», dicono dal Gse, il gestore dei servizi energetici. «L’energia può essere ceduta al finanziatore o al gestore e, anche se l’impianto tipo è da 3 kw, in presenza di capannoni o terrazzi è possibile pensare a impianti più potenti che producano 100 kw: i finanziamenti si trovano, e il surplus va in rete. In genere sono le banche a finanziare gli utenti attraverso gli operatori ma le formule della cessione di credito, come si chiama la cessione di energia che permette l’incentivo, possono essere studiate dagli operatori stessi».

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ALLA CACCIA DEI TETTI – Alla clientela soprattutto business cui si è rivolta sinora, tarando i contratti su superfici minime di 1.500 metri quadrati, Enfinity vuole ora – con la stessa formula del tetto in affitto – raggiungere le superfici domestiche, perché la scommessa è quella di produrre sempre più energia grazie al sole. Ma per farlo servono tetti. «Nel Nord Europa sono i clienti che vengono a cercare noi, mentre in Italia pochi sono consapevoli del funzionamento di questo sistema. Alcuni imprenditori lo capiscono, e ci chiedono di fare l’impianto», conclude Zorgno. «Tra le tre opzioni offerte, cioè energia, soldi o tetto rifatto, di solito viene scelta la seconda. In qualsiasi caso, comunque, sono in due a guadagnare: chi affitta lo spazio e chi produce megawatt».