Le gengive diventano leggermente arrossate, oppure si gonfiano, presentano piccoli sanguinamenti, e provocano fastidi e dolori in alcune zone: sono piccoli ma significativi campanelli d’allarme di un problema facile da individuare e tamponare, ma che può portare a guai ben più seri se viene trascurato.
Secondo una ricerca della Società italiana di parodontologia e implantologia (Sidp) circa 20 milioni di italiani, di età superiore ai 35 anni, hanno un problema alle gengive, una parte della bocca che tendiamo a trascurare, concentrando tutte le nostre attenzioni preventive sui denti.
Ma un test molto facile e veloce consente di capire immediatamente quando le gengive soffrono: si tratta di mordere una mela, con tutta la buccia, e masticarla. Se si avverte fastidio, oppure se il movimento risulta impacciato e poco efficace, vuol dire che esiste qualche problema gengivale.
Inoltre il morso della mela si valuta sulle base delle tracce che lascia:
- Se non ci sono segni, anche piccoli, di sangue, significa che le gengive sono in buona salute;
- Se ci sono piccole striature di sangue, la gengivite potrebbe essere nella fase iniziale;
- Se le tracce di sangue sono marcate ed evidenti, è opportuno farsi vedere del medico e affrontare il problema con la giusta terapia.
L’utilità del test della mela, in questa forma così naturale e pratica, ha trovato conferma anche nello studio di un gruppo di ricercatori, guidati da Luca Levrini, direttore della Scuola di specializzazione in Ortodonzia dell’Università degli studi dell’Insubria. La ricerca ha consentito di mettere in relazione in modo certo una eventuale malattia parodontale (della quale i fastidi e i dolori alle gengive altro non sono che sintomi) con le difficoltà della funzione masticatoria. Al punto che, tornando al test della mela, si preferisce non addentarla per evitare il problema alle gengive. Un atteggiamento che, specie negli anziani, tende a consolidarsi nell’abitudine a masticare il cibo poco e male, compromettendo così una buona digestione.
Ma che cosa comportano, se vengono trascurati, i problemi alle gengive evidenziati dal test della mela? La prima conseguenza è la gengivite, che a sua volta può evolvere in parodontite (nella sua forma più grave è la sesta malattia più diffusa al mondo), ovvero un’infiammazione del sistema di tessuti che supportano i denti, ancorandoli alle ossa della mascella. Colpiti dai batteri contenuti nella placca dentale, i tessuti perdono forza, i denti iniziano a muoversi, fino a cadere.
La parodontite, come evoluzione della gengivite, secondo alcune ricerche scientifiche è associata anche ad altre patologie, come i problemi cardiovascolari e il diabete.
Il test della mela consente di intervenire con tempestività sulle gengive e di metterle in sicurezza innanzitutto con una buona prevenzione, i cui punti cardinali sono noti da tempo:
- Non fumare: le sigarette favoriscono la progressione della gengivite e della parodontite.
- Lavare i denti almeno due volte al giorno, dopo i due principali pasti, anche se sarebbe meglio farlo ogni volta che si mangia.
- Fare una seduta di igiene dei denti una volta all’anno.
- Masticare il cibo lentamente.
- Seguire un’alimentazione ricca di vitamine C e B12 che arrivano attraverso una dieta ricca di frutta e di verdura.
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