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Sviluppo sostenibile, mettiamolo in Costituzione. Per sostenerlo e realizzarlo con qualsiasi governo

La proposta di Enrico Giovannini, presidente dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile. Nel mondo gli investimenti in questo settore sono già a quota 23mila miliardi di dollari. E in Francia c’è un importante ministero ad hoc.

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SVILUPPO SOSTENIBILE NELLA COSTITUZIONE

Condividiamo pienamente la proposta del professore Enrico Giovannini, ex ministro del Welfare e presidente dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile che raccoglie ben 200 aderenti: introdurre nella Costituzione il principio dello sviluppo sostenibile.

Sarebbe un modo concreto, e molto significativo, per uscire dalla vaghezza e dalla retorica degli obiettivi e dare uno slancio solido e duraturo a politiche orientate a salvaguardare l’ambiente, rilanciare gli investimenti in questo settore, ridurre le enormi diseguaglianze nel paese. Ricordandoci che nel mondo la sostenibilità vale già investimenti per 23mila miliardi di dollari, e dunque è un volano essenziale per una nuova crescita economica.

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INSERIRE SVILUPPO SOSTENIBILE NELLA COSTITUZIONE ITALIANA

Ma mettere in Costituzione lo sviluppo sostenibile ha anche altri vantaggi. Primo: diventerebbe un traguardo definitivo e permanente, a prescindere dalla naturale successione dei governi, che poi in Italia è una continua e rapida somma di anomalie. Secondo: ogni governo, e prima ancora il Parlamento, sarebbero impegnati a produrre politiche coerenti con un articolo della Costituzione. Terzo: l’Ambiente finirebbe di essere considerato un ministero-Cenerentola, dove piazzare qualcuno che non si sa mai bene dove mettere al momento di riempire tutte le caselle del puzzle.

MINISTERO DELLA QUALITÀ DELLA VITA E DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE

Il Movimento 5 Stelle ha già proposto un ministero della Qualità della vita e dello sviluppo sostenibile, all’interno della Presidenza del consiglio: sarebbe un primo, importante passo in avanti. Vorrei solo ricordare che in Francia l’ormai ex ministero dell’Ambiente è diventato il secondo dicastero del governo per importanza e per portafoglio, assorbendo sia le politiche del welfare sia le politiche energetiche. È chiaro che, con una forza simile, gli investimenti sarebbero orientati alla sostenibilità e non più annunciati soltanto in qualche convegno.

(Nell’immagine, Enrico Giovannini, presidente dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile. Fonte: pagina Facebook ASviS – Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile)

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