In Svezia sono stati avviati alcuni progetti pilota in cui l’urina raccolta nei bagni di grandi eventi, compresi gli stadi di calcio, viene recuperata e trasformata in fertilizzante agricolo.
L’idea è nata perché la produzione dei fertilizzanti azotati tradizionali richiede molta energia e dipende spesso dal gas naturale: recuperare i nutrienti già presenti nei reflui umani permette di ridurre sia gli sprechi sia l’impatto ambientale. Quanto agli stadi, specie durante una partita di calcio, rappresentano luoghi in cui è possibile raccogliere grandi quantità di urina in poco tempo. Uno dei casi più noti riguarda lo stadio del club svedese AIK, dove per anni è stata raccolta l’urina dei tifosi per produrre un fertilizzante utilizzato nei campi agricoli. La campagna fu lanciata con lo slogan “Pee for Victory” (“Fai pipì per la vittoria”). Negli anni successivi, la ricerca è proseguita e l’idea si è evoluta. Dal 2025-2026 sono nati progetti più ambiziosi guidati dall’Università svedese di scienze agrarie (SLU) insieme all’azienda Sanitation360, al produttore di bevande Oatly e al club Malmö FF. Lo stadio Eleda di Malmö è stato trasformato in un vero e proprio laboratorio per testare non solo la raccolta dell’urina, ma anche gli aspetti pratici di igiene, logistica, costi e accettazione da parte del pubblico.
Inoltre, sistemi permanenti di raccolta sono stati installati anche allo stadio Studenternas di Uppsala, nell’ambito del progetto europeo CiNURGi, con l’obiettivo di produrre fertilizzante per campi sportivi, aree verdi e agricoltura.
Il processo di raccolta e riuso funziona così: negli stadi vengono installati orinatoi separati che raccolgono l’urina senza diluirla con altra acqua, e una volta raccolta, l’urina viene trasportata in impianti specializzati, dove viene trattata per ridurre i rischi sanitari e stabilizzare i nutrienti.
L’urina è particolarmente adatta come fertilizzante naturale perché contiene quasi tutti i nutrienti di cui le piante hanno bisogno. A differenza delle feci, che contengono molta sostanza organica, l’urina è ricca di elementi minerali già disciolti e facilmente assimilabili dalle colture.
In particolare contiene:
- Azoto (N): è il nutriente presente in maggiore quantità. Si trova soprattutto sotto forma di urea, che nel terreno viene trasformata in ammonio e poi in nitrati, le forme di azoto assorbite dalle piante. L’azoto favorisce la crescita di foglie e steli.
- Fosforo (P): è essenziale per lo sviluppo delle radici, la fioritura e la produzione di semi e frutti.
- Potassio (K): migliora la resistenza delle piante alla siccità, alle malattie e contribuisce alla qualità dei raccolti.
Questi tre elementi (N, P e K) sono proprio i componenti fondamentali dei fertilizzanti commerciali.
Le potenzialità del progetto sono enormi se si considera che l’urina rappresenta meno dell’1% del volume delle acque reflue domestiche, ma contiene circa l’80% dell’azoto e oltre la metà del fosforo presenti nei reflui di una persona adulta, che a sua volta produce in media 1-2 litri di urina al giorno, contenenti abbastanza nutrienti da contribuire alla fertilizzazione di decine di metri quadrati di terreno ogni anno.
Fonte immagine: Urinatoi e bagni di Pee for the Planet allo stadio MFF Eleda di Malmö, in Svezia/Euronews
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