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L’uomo che conta le rondini e avverte: «Per nostra fortuna sono tornate…»

Renato Ambrosini, docente di Ecologia alla Bicocca, ha la mappa completa delle 500 cascine in Lombardia. E ha osservato 28mila nidi e 5.778 coppie. Da qui la buona notizia della fine della scomparsa delle rondini.

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RONDINI IN ITALIA –

A Milano c’è l’uomo che conta le rondini. Da anni Renato Ambrosini, bresciano, quarantenne, docente all’università Bicocca di Ecologia, si dedica con passione a questa attività.

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RENATO AMBROSINI –

Con il rudimentale sistema dello specchietto sulla canna e con la mappa delle 500 cascine censite in Lombardia, Ambrosini ha osservato quasi 30mila nidi e 6mila coppie di esemplari. E che cosa ha scoperto? Una buona novità: nonostante lo smog e il global warming, la fuga delle rondini sembra ormai interrotta. «Controllo perfino le uova e i pulcini, e aggiorno continuamente le mappe. Dopo un decennio nel quale le rondini sono dimezzate, finalmente sono tornate a sbattere le ali nei cieli della Lombardia. Non aumentano, ma non diminuiscono, e questo è già un buon segnale» spiega Morosini.

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MIGRAZIONE DELLE RONDINI IN ITALIA –

La fuga, infatti, sembrava inarrestabile. Dal 1999 al 2010 sono scomparsi il 60 per cento degli esemplari, mettendo così a rischio un pezzo importante della biodiversità sul territorio. Adesso finalmente si registra un’inversione di tendenza, che a Milano va sviluppata e incentivata, affinché le rondini non solo non diminuiscano, ma inizino perfino a  tornare.

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