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Sanità: spesa unica per i farmaci. Contro gli sprechi e la corruzione

Oltre un miliardo di euro risparmiati già quest’anno, ma potrebbero diventare almeno sette entro il 2019. Perché adesso un ago negli ospedali del Lazio costa tre volte rispetto a quelli della Campania?

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RISPARMIO SPESA SANITARIA –

Si parte. Finalmente il governo ha deciso di rendere operativa la centrale unica di acquisti, la Consip e altre sul territorio, a proposito della spesa sanitaria che, ricordiamolo, in Italia vale 70 miliardi di euro l’anno per beni e servizi. L’obiettivo, assolutamente a portata di mano, è di arrivare nel giro di tre anni a un risparmio del dieci per cento, ovvero almeno 7 miliardi di euro l’anno.

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SPESA SANITARIA PER REGIONE –

Il primo passo riguarda 19 categorie di bene e servizi: siringhe, aghi, stent, vaccini, protesi d’anca, defibrillatori, pacemaker. Ma anche servizi per gli appalti di pulizia, per la ristorazione e la lavanderia e per lo smaltimento dei rifiuti.  Dovranno essere acquistati da tutte le Asl sul territorio nazionale attraverso 33 centrali uniche di acquisto, 21 nelle regioni e 9 nelle città metropolitane.

ACQUISTI CENTRALIZZATI SANITÀ –

Il primo pacchetto di acquisti centralizzati vale circa 13 miliardi di euro nella sanità, e nel piano del governo almeno 50 dei 70 miliardi di euro complessivi dovranno essere centralizzati entri il 2019. Tra l’altro, gli acquisti unici rendono più forte l’amministrazione pubblica nei confronti dei venditori, e questo dovrebbe portare a un’ulteriore riduzione dei prezzi, sotto forma di sconti per vincere la gara. Per non parlare della corruzione: meno centri di spesa, significano meno potenziali luoghi di mediazione e di corruzione.

Solo gli sprechi e la corruzione possono spiegare tutte le anomalie che registriamo e denunciamo, anche su questo sito, ormai da anni nelle forniture sanitarie. Un solo esempio: la Campania paga gli aghi ipodermici 0.019 euro ciascuno, il Lazio 0,0045 euro. Il triplo. Il motivo? Nessuno ha mai dato una risposta a questa domanda.

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