Per quanto tempo si può congelare il pesce

Non più di 6-8 mesi se si tratta di pesce magro. Soltanto 2-3 mesi per il pesce grasso. E anche 6 mesi per i frutti di mare.

harris vo gxWsRTgC Vg unsplash scaled

Quando congelate il pesce alla giusta temperatura, almeno – 18 gradi, tenete sempre presente che non potete lasciarlo in freezer oltre un certo periodo. La durata varia sulla base della tipologia di pesce: magro, grasso e frutti di mare. 

Pesce magro (merluzzo, sogliola, platessa, nasello…)

Questo tipo di pesce può essere congelato anche per 6-8 mesi. Il basso contenuto di grassi riduce il rischio di irrancidimento, quindi mantiene sapore e consistenza più a lungo. Gli esempi classici sono il merluzzo o il nasello che contengono pochi grassi e possono conservare una buona qualità per diversi mesi.

Pesce grasso (salmone, sgombro, tonno, aringa…)

Qui la durata di conservazione si limita a un periodo di 2-3 mesi. I grassi polinsaturi tendono a ossidarsi più rapidamente, causando un sapore rancido se vengono conservati troppo a lungo.

Frutti di mare (gamberi, cozze, calamari)

L’oscillazione va da 2-3 mesi (per cozze, ostriche e vongole) a 3-6 mesi (per calamari e gamberi). In questo caso la differenza è dovuta principalmente alla presenza del guscio: gamberi e scampi, che hanno un guscio solido, possono mantenere una buona qualità e un gradevole sapore anche per più mesi. 

Quando decidete di congelare e scongelare il pesce, fate attenzione a:

  • Congelare il pesce freschissimo: il pesce più fresco mantiene qualità migliore dopo lo scongelamento.
  • Usare sacchetti sottovuoto: riduce la formazione di brina e ossidazione.
  • Etichettare con data: così si evita di superare i limiti di sicurezza.
  • Scongelamento corretto: in frigo, mai a temperatura ambiente, per mantenere sicurezza e gusto.

Se il pesce viene scongelato fuori tempo massimo, i problemi più comuni che possono sorgere non riguardano la sicurezza alimentare, quanto la qualità e il sapore del pesce:

  • Sapore e odore peggiori: soprattutto nei pesci grassi, i grassi possono ossidarsi e sviluppare note rancide.
  • Consistenza meno gradevole: il pesce può diventare molle, asciutto o “spugnoso” dopo la cottura.
  • Disidratazione superficiale: il cosiddetto “bruciore da congelamento” provoca zone secche, scolorite e dalla consistenza coriacea.
  • Perdita di succhi durante lo scongelamento.

Leggi anche: 

Vuoi conoscere una selezione delle nostre notizie?