Parigi punta al 40 per cento di abitazioni a prezzi calmierati

Un piano radicale delle autorità locali contro il caro alloggi: il comune compra anche immobili e aree abbandonate, e persino ex parcheggi per aiutare chi non può permettersi una casa.

pexels kenrick baksh 1757630 4054542 scaled

Julien è un operatore sanitario che lavora in un ospedale di Parigi, e la sua vita è cambiata radicalmente da quando è riuscito a prendere in affitto un appartamento di tre stanze all’Ile Saint-Louis, dove si è sistemato con la sua compagna e i loro due figli. Paga 1.400 euro al mese, la metà del prezzo di mercato, e l’appartamento fa parte di 96 alloggi che il gruppo del lusso Lvmh ha dovuto mettere sul mercato immobiliare di Parigi a prezzi calmierati, su indicazione dell’amministrazione comunale, per completare la ristrutturazione dell’ex grande magazzino La Samaritaine diventato un megastore per lo shopping di fascia alta. 

La storia di Julien è il risultato di un piano molto radicale con il quale le autorità locali di Parigi stanno affrontando il tema del caro alloggi. Negli ultimi anni, sono stati tanti i fattori che hanno portato a un brusco calo delle disponibili per le famiglie residenti in città, a partire dal fenomeno Airbnb che ormai ha assunto proporzioni allarmanti, e allo stesso tempo i prezzi del mercato immobiliare a Parigi sono diventati irraggiungibili per la media della popolazione. Così tanti parigini hanno deciso di lasciare la città con tutte le conseguenze negative che questo comporta, dalla chiusura di alcune scuole, al taglio di diversi servizi pubblici, e negli ultimi dieci anni gli abitanti della capitale francese sono calati del 5 per cento, mentre in tante altre metropoli europee la popolazione è cresciuta.

pexels margerretta 548142

Da qui l’idea di convertire in case questi spazi inizialmente destinati ad essere uffici, autorimesse e garage. L’obiettivo? Raggiungere, entro il 2035, una quota totale del 40 per cento di abitazioni pubbliche rispetto al totale: una percentuale in gran parte a disposizione di persone a basso reddito. Inoltre, potendo gestire a prezzi calmierati quasi la metà del mercato immobiliare, l’amministrazione comunale immagina, con questa mossa, di poter determinare una diminuzione dei costi sia per gli affitti sia per gli acquisti. 

Per arrivare a creare un nuovo patrimonio immobiliare, l’amministrazione parigina ha scelto diverse strade. La prima: negoziare con le aziende che fanno mega ristrutturazioni immobiliare una quota di alloggi sociali (come nel caso di Lvmh e la casa presa in affitto da Julien); espropriare edifici, suoli e persino parcheggi abbandonati per convertirli in alloggi popolari; costringere i costruttori a destinare una percentuale più alta dei nuovi fabbricati all’edilizia sociale a prezzi calmierati.  

pexels pixabay 161901

Nel 17esimo arrondissement di Parigi, una grande autorimessa, con una superficie di 2.300 metri quadrati, sembrava destinata a restare una sorta di “cimitero degli elefanti” nel cuore della Capitale francese. E invece è diventata un luogo-simbolo del piano messo in campo dall’amministrazione comunale di Parigi per affrontare di petto il problema del caro-alloggi. L’autorimessa, infatti, è stata convertita in una sorta di mini-condominio con 85 alloggi, attorno a un unico cortile interno, ristrutturati dall’amministrazione comunale, (con una spesa di 12,3 milioni di euro), diventati così di sua proprietà, e poi messi sul mercato degli affitti a prezzi calmierati. Progetti simili alla riconversione del parcheggio in Rue Nollet sono previsti, e alcuni con i cantieri già aperti, in quaranta aree della città, mentre la cifra stanziata dal comune di Parigi per l’edilizia abitativa è arrivata a 800 milioni di euro all’anno, il doppio rispetto a soli cinque anni fa. 

Infine, la presenza massiccia della mano pubblica sul mercato immobiliare oltre a calmierare i prezzi, stabilizza anche i trasferimenti e le soluzioni abitative. A Parigi, chi riesce a ottenere un alloggio sovvenzionato, e quindi a prezzi bloccati, non se ne va più, e solo il 6 per cento degli appartamenti cambia inquilino ogni anno. 

pexels daria agafonova 2147746189 30278203

 

Secondo l’Agenda dell’Onu 2030 per lo Sviluppo sostenibile (Obiettivo numero 11): «la città sostenibile è inclusiva, conveniente, sicura e duratura». Tre aggettivi che vanno declinati, sapendo che entro il 2050, i due terzi della popolazione mondiale vivrà proprio nelle città. Tre aggettivi che non si riferiscono soltanto ai classici parametri di matrice ambientale, che pure hanno la loro importanza, per considerare una città sostenibile: ma innanzitutto dovrebbero portare ad affrontare di petto il problema più grave e comune a tutte le grandi città del mondo occidentale: il caro-alloggi. Le soluzioni ci sono, come dimostra anche il caso di Parigi, si tratta solo di applicarle, mettendo innanzitutto un freno alla speculazione immobiliare sotto il segno del green e della (falsa) sostenibilità e seguendo modelli che funzionano, come quello di Vienna e di altre metropoli, come si racconta in questo libro

Il Mito infranto copertina

Leggi anche:

Vuoi conoscere una selezione delle nostre notizie?