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Tasse sulla casa: quando finirà il calvario? Per adesso 7 famiglie su 10 pagano più dell’Imu

L’aliquota media della nuova Tasi arriva al 3,3 per cento: massimo storico. Eppure avevano detto che le tasse sulla casa sarebbero diminuite. Ancora tutto incerto su tempi e quantum di pagamento in 3000 comuni. Eppure avevano detto che sarebbero arrivati i bollettini precompilati.

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PAGAMENTO TASSE SULLA CASA – Tutto come avevamo previsto e scritto: la stangata che gli italiani alla fine pagheranno per la nuova Tasi sarà più salata della vecchia Imu. Altro che diminuzione delle tasse: qui aumentano. E almeno 7 famiglie su 10, secondo le statistiche più attendibili, si ritroveranno con un budget di spese fiscali per i beni immobili che si impenna rispetto agli anni precedenti.

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TASSE SULLA CASA: GLI AUMENTI – Ma non è tutto. Da settembre a dicembre i contribuenti saranno sottoposti a un autentico calvario per i pagamenti vari, per le scadenze che si accavallano e per le incertezze sulle aliquote. Tartassati, spremuti, e maltrattati. Con un enorme spreco di risorse sia da parte dei contribuenti (che tra l’altro devono pagare parcelle più salate ai consulenti considerando l’aumento del carico di lavoro) sia da parte della pubblica amministrazione.

Ma andiamo con ordine. Dalle tasse già definite risulta che l’aliquota media, sulla base delle scelte delle varie amministrazioni comunali, è del 2,46 per cento (il tetto era il 2,50), una percentuale alla quale bisogna poi aggiungere l’addizionale dello 0,8 per cento, per un totale del 3,3 per cento. Massimo storico.

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QUANDO PAGARE LE TASSE SULLA CASA – Poi ci sono i comuni che ancora non hanno fissato l’aliquota, e non sono pochi. Stiamo parlando di 3.100 su 8.000: in teoria la delibera comunale dovrebbe essere pubblicata sul sito del ministero delle Finanze entro il 18 settembre. Chi la pubblica può incassare la prima rata entro il 16 ottobre, e l’ultima a dicembre; chi non la pubblica dovrà aspettare direttamente dicembre. Ma provate a navigare nel sito del ministero, da cittadini, e vedete se riuscite a capirci qualcosa: impossibile. La delibera del comune di Milano, quella che il contribuente dovrebbe leggere per capirci qualcosa, è di 63 pagine, un’enciclopedia da tributaristi.

Speriamo solo che questa, da qui a fine anno, sia  l’ultima tappa di un lungo, assurdo calvario. E che finalmente il governo mantenga le promesse e faccia arrivare ai contribuenti in tempi utili i bollettini precompilati per pagare le tasse sulla casa. Sarebbe il minimo risarcimento dopo anni di vessazioni e sarebbe un primo segnale, in materia di politica fiscale, da Paese civile.

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