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“Ora migliaia di macchie, conseguenze per anni”

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La marea nera, dopo le ultime operazioni, e’ diventata una vasta chiazza di “centinaia di migliaia di macchie che vanno in diverse direzioni”. Un quadro preoccupante, quello descritto dall’ammiraglio Thad Allen, coordinatore delle operazioni di contenimento della perdita di greggio nel Golfo del Messico. Soprattutto se si tiene conto del fatto che la costa della regione risentira’ “per anni” delle conseguenze del disastro. Tra l’altro bisogna anche augurarsi che non ci siano uragani in vista, perche’ in tal caso la Bp sarebbe costretta a fermare le operazioni di contenimento.

Finora la British Petroleum ha speso 1,25 miliardi di dollari per cercare di arginare la marea nera. Una cifra destinata a crescere, soprattutto per via delle multe, ha assicurato Robert Gibbs, portavoce della Casa Bianca: “Loro sono quelli che hanno colpa e loro si accolleranno i costi che, c’e’ da immaginare, saranno ben piu’ alti dei guadagni che potranno ottenere vendendo il petrolio che riusciranno a recuperare. Ci saranno multe che ammonteranno a miliardi di dollari”.

La Bp ha annunciato di aver raccolto nella sola giornata di sabato 10.500 barili di greggio, grazie alla posa di uno speciale “imbuto” sul fondo marino 1: “L’ottimizzazione del dispositivo e’ in corso e ci attendiamo un miglioramento nei prossimi gironi, ma occorrera’ ancora qualche tempo per valutare il successo di questo genere di intervento”, ha detto un responsabile del colosso petrolifero. L’obiettivo e’ quello di arrivare ad aspirare 20.000 barili di petrolio al giorno

Le conseguenze immediate,ha detto l’ammiraglio Allen, si faranno sentire per 4-6 settimane dopo che il pozzo che perde nel Golfo del Messico sara’ stato sigillato. Al momento sono interessati dal disastro circa 200 chilometri di coste. “Occuparsi del petrolio in superficie prendera’ qualche mese. Per ripristinare l’ecosistema, l’habitat della fauna, ci vorranno anni”, ha detto l’ammiraglio nella conferenza stampa alla Casa Bianca.

Tra i protagonisti della vicenda potrebbe entrare anche Erin Brockovich: la paladina dei consumatori e delle vittime delle multinazionali, resa famosa dal film con Julia Roberts, si e’ messa a disposizione per chiamare la Bp a rispondere non tanto dei danni ambientali, quanto dalle conseguenze che le operazioni di pulizia possono avere sui pescatori. A lei si sono infatti rivolti circa dieci pescatori che avevano aderito al programma “Battello delle opportunita’”, lanciato dalla Bp. In un primo tempo era stato detto loro che avrebbero dovuto collaborare a tirar via il greggio dal mare, ma in realta’ e’ stato chiesto di miscelare e riversare in acqua il solvente che avrebbe dovuto diluire il greggio. Ora sostengono che l’esposizione alle sostanze chimiche e ai vapori li ha fatti ammalare.