I nipoti proteggono il cervello dei nonni

Il cervello è stimolato dall'attenzione, dai problemi e dalle situazione da risolvere, dall'intensità della relazione nonno-nipote. E ne trae un grande giovamento

nonni sitter
Una ricerca pubblicata sulla rivista Psychology and Aging ha confrontato i dati di più di 2.400 nonni e nonne che aiutano con i nipoti e nonni che non lo fanno, analizzando memoria e capacità verbale nel tempo. I nonni coinvolti nell’accudimento ottennero punteggi cognitivi migliori e un declino più lento rispetto agli altri.  I benefici non dipendono tanto da quanto spesso o cosa si fa con i nipoti, quanto dal coinvolgimento e stimolazione sociale che questa relazione comporta
Nel caso delle persone anziane le attività con i nipoti possono concretamente:
  • stimolare il cervello con nuove situazioni e problemi da risolvere,
  • mantenere relazioni sociali e senso di scopo,
  • combinare attività mentali e fisiche leggere — tutti fattori associati a una migliore salute cognitiva.

D’altra parte, quando i nonni si prendono cura dei nipoti, spesso devono:

  • Parlare con loro, spiegare concetti o aiutare con compiti,
  • Gestire situazioni nuove o impreviste,
  • Organizzare attività e risolvere piccoli problemi quotidiani.

Queste attività coinvolgono memoria, linguaggio, attenzione e ragionamento: tutte funzioni cognitive che restano “allenate” attraverso l’uso regolare del cervello.

Ovviamente ci sono altri  fattori come attività fisica, stimolazione mentale, dieta e relazioni sociali in generale, che restano  molto importanti per la salute del cervello, ma resta il fatto che l’accudimento dei nipoti  è un impegno molto utile per i nonni. A una condizione: che non diventi un’attività stressante. In questo caso, si rischia l’effetto contrario.

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