Nido di Seta: la cooperativa che recupera l’arte calabrese della seta

Tutto nasce dall'energia di Miriam, che ha fatto un percorso inverso rispetto al solito, tornando dal Nord verso il Sud

MIRIAM TORNA IN CALABRIA PER LAVORARE L’ANTICA SETA
Miriam ha fatto il percorso inverso, rispetto al solito: invece di emigrare verso il Nord, da Como è tornata in calabria, dove con il marito Domenico Vivino e l’amica Giovanna Bagnato, ha messo in piedi un bellissimo progetto anti-spreco, creando la cooperativa Nido di Seta, specializzata nel recupero l’antica calabrese della produzione della seta attraverso la gelsibachicoltura.Dei tre soci, ognuno ha una funzione specifica.

Miriam Pugliese è la principale promotrice del progetto, e dopo diverse esperienze di studio e lavoro in Italia e all’estero, è rientrata in Calabria per avviare il recupero della filiera della seta. Oggi si occupa soprattutto di organizzazione,   turismo, amministrazione e tinture naturali. Domenico, il marito di Miriam, ha una  formazione in sociologia e una grande esperienza legata alla terra. Si occupa soprattutto della parte agricola e produttiva, cioè allevamento dei bachi e gestione della filiera della seta. Giovanna è  un’amica d’infanzia di Miriam. Artista diplomata all’Istituto d’Arte, è la parte creativa del gruppo: realizza gioielli e lavorazioni artistiche in seta e tessuti dipinti a mano.

La cooperativa Nido di Seta, in concreto, fa diverse cose collegate tra loro:

  • Produce seta artigianale seguendo tutto il processo: coltivazione dei gelsi, allevamento dei bachi e trasformazione del filo in tessuti.
  • Recupera un’attività storica locale quasi scomparsa in Calabria, riportando in vita una filiera tradizionale della seta.
  • Trasforma la produzione agricola in prodotti artigianali (sciarpe, tessuti, accessori, gioielli) grazie a una rete di artigiani, in gran parte donne.
  • Sviluppa attività educative e turistiche, come fattoria didattica, visite guidate, laboratori e percorsi esperienziali legati alla seta.
  • Valorizza il territorio e l’ambiente, recuperando terreni abbandonati e promuovendo agricoltura biologica e sostenibile.

Quindi  non è solo un’azienda agricola: è una cooperativa “multifunzionale” che unisce agricoltura, artigianato, turismo e inclusione sociale per rilanciare il territorio di San Floro e mantenere viva la tradizione della seta.

Il progetto è candidato al Premio Non Sprecare 2026, nella sezione Aziende. Per candidare i vostri progetti, seguite le istruzioni fornite qui.

La foto di copertina è tratta dalla pagina Facebook Nido di Seta.

Leggi anche:

Vuoi conoscere una selezione delle nostre notizie?