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La villa del camorrista diventa un centro per le famiglie in difficoltà

A Napoli, tra i quartieri di Secondigliano e Scampia, la trasformazione di un bene confiscato alla malavita. Laboratori per insegnare un mestiere ai giovani, e spazi per coppie in cerca di aiuto.

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MIANVILLA NAPOLI –

Un villone, anzi un vero complesso immobiliare, in via Cupo Signoriello, tra Secondigliano e Scampia, nel cuore della Napoli prigioniera della malavita. Un villone da dove un boss della camorra, come quello che abbiamo visto nella serie tv Gomorra, dava ordini per racket e omicidi. Dove si facevano festini e riunioni: un simbolo e una roccaforte della malavita organizzata.

Adesso, dopo la confisca da parte della magistratura e dopo un restauro avvenuto con dei fondi del Ministero degli Interni, la villa del camorrista inizia la sua seconda vita, con il nome di MianVilla. È stata consegnata e affidata alla cooperativa sociale Quadrifoglio che dovrà trasformarla di un Centro Polifunzionale per offrire opportunità di lavoro ai giovani e sostenere le famiglie più povere della zona.

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CENTRO POLIFUNZIONALE MIANVILLA NAPOLI –

All’interno, per esempio, sono previsti laboratori per il canto, il ballo e la recitazione. Corsi ambientali per curare gli animali e occuparsi della loro gestione. E ancora laboratori di ceramica e cucina. Finalmente un bene confiscato alla camorra, o alla mafia, che non si spreca e torna a vivere con una nuova identità e una nuova funzione.

Inoltre il Centro offre ascolto, aiuto e assistenza alle famiglie che possono rivolgersi a una sorta di sportello sul territorio. Qui si può chiedere un aiuto per cercare un lavoro  o anche per superare le difficili relazioni di coppia o di rapporti con i figli. Tutto nel segno della legalità, laddove questa villa era un simbolo del sopruso della malavita.

Per saperne di più, guardate il video:

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