Dove si buttano i rifiuti elettronici (RAEE)

Mai nell'indifferenziata. Ci sono le isole ecologiche e i centri di raccolta. Ma c'è anche "l'uno contro uno", per il quale il venditore di elettrodomestici è obbligato a...

rifiuti elettronici come smaltirli in modo corretto
I rifiuti elettronici, chiamati anche RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), non vanno mai gettati nei normali cassonetti della spazzatura perché contengono sostanze pericolose come metalli pesanti e componenti chimici che possono inquinare l’ambiente. Tra l’altro, ne produciamo, e ne sprechiamo, una quantità enorme: in Italia, 13 chili a testa all’anno; in Europa 7,8 chili; nel mondo rappresentano in totale 62 milioni di tonnellate di spazzatura all’anno. Lo smaltimento è quindi delicato e, se fatto correttamente, consente di recuperare una buona parte dei materiali che i RAEE contengono, oro compreso.  Tv, cellulari, ma anche robot da cucina, tostapane, forni a microonde, computer, modem, pennette USB, frigoriferi, lavatrici e altri elettrodomestici non sono un rifiuto qualsiasi ma RAEE.

Isole ecologiche e centri di raccolta comunali

Nei comuni italiani viene stimata la presenza di 3.600 isole ecologiche e centri di raccolta attrezzati per lo smaltimento dei RAEE. Da questi centri di raccolta i rifiuti vengono poi inviati a impianti di trattamento che evitano la dispersione di sostanze inquinanti e permettono il riciclo delle materie prime. Per sapere quante e dove sono le isole ecologiche nel vostro comune, il modo più semplice è consultare:

  • Il sito del Comune o dell’azienda che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti sul territorio.
  • I servizi di ricerca RAEE che spesso permettono di cercare il centro di raccolta più vicino inserendo il nome della città, l’indirizzo e il CAP.
Qui trovate la mappatura precisa in tutte le regioni, con i vari punti di raccolta ed isole ecologiche. Un altro strumento pratico è il sito raeeccogliamoli.it: che vi  guida passo‑passo a capire dove buttare il tuo specifico RAEE (piccolo o grande) e propone i centri più vicini in base alla vostra regione e città.
Per i RAEE più ingombranti (per esempio frigoriferi, lavatrici e scaldabagni) è possibile richiedere il ritiro a domicilio: si tratta di un servizio presente in molti comuni, per il quale si richiede di fare una prenotazione ed è probabile dover pagare una sorta di “tassa di smaltimento”.

Uno contro uno

Il meccanismo dell’ “uno contro uno”, o anche chiamato “ritiro con vendita”, prevede che il commerciante si faccia carico del ritiro dell’apparecchio che andate a sostituire attraverso un nuovo acquisto (purché i due oggetti siano equivalenti per funzione),
Se invece avete intenzione di acquistare una nuova apparecchiatura, avete la possibilità di lasciare in negozio il vostro vecchio elettrodomestico a costo zero. Il negoziante ha l’obbligo di ritirare gratuitamente l’usato al momento dell’acquisto secondo quanto previsto dal Decreto ministeriale 65/2010 “Uno contro Uno”. Il ritiro gratuito è previsto anche con la consegna al domicilio della nuova apparecchiatura elettronica.  Nel caso di piccoli apparecchi (meno di 25 cm di lato), il commerciante deve ritirarli gratuitamente, anche se non comprate un apparecchio nuovo di analoghe caratteristiche tecniche e funzionali.

Diritto alla riparazione

Prima di decidere di buttare un RAEE ricordatevi sempre che in Europa esiste il diritto alla riparazioneuna conquista piuttosto recente per i consumatori. Il diritto alla riparazione implica che i produttori devono, per esempio:
  • Fornire manuali di riparazione completi e accessibili.
  • Rendere disponibili pezzi di ricambio per un periodo minimo (spesso 5–10 anni) dopo l’acquisto del prodotto.
  • Progettare prodotti riparabili: per esempio, batterie e schermi sostituibili senza smontaggi complicati o strumenti proprietari.
  • Non bloccare software o garanzie se la riparazione viene fatta da operatori indipendenti.

Danni degli elettrodomestici smaltiti male

Il corretto smaltimento dei rifiuti elettronici non è soltanto una questione ambientale: ne va della nostra saluteUno studio recentepubblicato nel 2024  su The World Bank Economic Review, confronta realtà vicine e lontane da grandi siti di discarica/smaltimento di e‑waste (in Ghana e Nigeria) e mostra che l’esposizione prolungata a contaminanti derivanti dall’e‑waste aumenta la mortalità neonatale e infantile. Ogni chilometro di distanza in più dai siti di e‑waste è associato a una riduzione statisticamente significativa delle morti infantili, suggerendo un legame causalmente significativo tra contaminazione e salute. L’inquinamento da spazzatura elettronica può provocare danni al DNA,  tumori e  malattie cardiovascolari.

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