Maschere viso a LED: tutte le controindicazioni

Vanno molto di moda, ma i risultati sono marginali, e costano tanto. Le alternative naturali

Persona con maschera viso a LED per trattamento skincare a casa

Le maschere viso a LED, a seguito di martellanti campagne pubblicitarie e di marketing, sono diventate tra i prodotti più richiesti nell’enorme catalogo dell’industria del beauty: soltanto nel 2025 le vendite sono aumentate del 70 per cento rispetto all’anno precedente e tutto lascia supporre che il trend di crescita sia destinato a consolidarsi. Ma sono davvero utili e efficaci? Quali sono i vantaggi reali, oppure si sprecano soltanto soldi? E ci sono rischi e controindicazioni per la salute?

Come funzionano

Le maschere a LED usano la cosiddetta “fotobiomodulazione”: una luce a specifiche lunghezze d’onda arriva sulla pelle e, in base a intensità e tempi di esposizione, può stimolare alcuni processi biologici. L’idea è semplice: ridurre l’infiammazione, favorire una migliore ossigenazione dei tessuti e, in alcuni casi, intervenire su imperfezioni come acne o rossori.

Il punto chiave, però, è che non basta una generica esposizione alla luce. Contano potenza reale del dispositivo, distanza dalla pelle, tempo di posa, regolarità e soprattutto sicurezza. Le regole di utilizzo restano fondamentali, a prescindere dal tipo di maschera.

Luci e benefici

Dispositivo maschera a LED per il viso su tavolo, skincare minimal

Ciascuna banda di radiazione ha un effetto diverso sulla pelle, e la variazione è sulla base del colore:

  • La luce rossa penetra nel derma e stimola i fibroblasti a produrre nuovo collagene ed elastina, migliora la microcircolazione e può essere utile in funzione anti-age, riduce le linee sottili e migliora la densità cutanea.
  • La luce vicino-infrarossa (NIR) arriva più in profondità rispetto alla rossa e viene proposta per sostenere riparazione e tono dei tessuti, soprattutto in combinazione con la luce rossa. È una delle funzioni più citate nei dispositivi di fascia alta.
  • La luce blu è usata soprattutto per la pelle a tendenza acneica: può contribuire a ridurre la proliferazione batterica legata a brufoli e imperfezioni e ad abbassare l’infiammazione locale. Sulla pelle sensibile, però, può risultare più “asciugante”.
  • La luce verde è spesso proposta per uniformare l’incarnato e attenuare discromie. Nella pratica i risultati, quando ci sono, tendono a essere graduali e poco “eclatanti”.
  • La luce gialla/ambra è associata a un effetto lenitivo, utile in caso di rossori e pelle reattiva. Anche qui: miglioramenti possibili, ma non immediati né garantiti.
  • La luce viola è in genere una combinazione di rosso e blu: viene proposta come soluzione “mista” per segni dell’età e imperfezioni. I benefici reali dipendono dal dispositivo e dai parametri, non dal nome del colore.
  • Luce bianca o multicolore è spesso un’etichetta commerciale: può indicare un mix di lunghezze d’onda. Se manca chiarezza su specifiche tecniche e certificazioni, meglio diffidare.

Maschere a LED da casa e da centri estetici

Qui si gioca una delle differenze più importanti, anche per capire costi e aspettative.

  • Dispositivi domestici: sono pensati per l’uso frequente e “soft”. In genere hanno potenze più basse, tempi brevi e puntano sulla continuità (sedute regolari per settimane). Il vantaggio è la comodità. Lo svantaggio è che, proprio perché sono meno “forti”, gli effetti possono essere minimi e lenti.
  • Trattamenti in centro estetico o ambulatorio: spesso usano apparecchi più potenti, con parametri controllati e protocolli abbinati (detersione professionale, sieri, trattamenti complementari). Il vantaggio è l’intensità e la supervisione. Lo svantaggio è che il costo sale e, anche qui, servono cicli, non una seduta “una tantum”.

In entrambi i casi, un punto resta non negoziabile: proteggere gli occhi e rispettare le indicazioni d’uso. Se un dispositivo non è chiaro su certificazioni e sicurezza, meglio non rischiare.

I dubbi sull’efficacia

I primi dubbi sulla maschera viso a LED riguardano la sua reale efficacia, che nonostante il boom delle vendite e il successo commerciale, non è ancora stata dimostrata in modo solido e definitivo dai tanti studi scientifici fatti su questa tipologia di prodotto beauty. In diversi casi si tratta di ricerche preliminari, con campioni limitati, risultati graduali e protocolli molto diversi tra loro (quindi difficili da confrontare).

Di fronte a effetti spesso contenuti, i prezzi di questi prodotti sono schizzati verso l’alto. E c’è un dettaglio che spiega la “trappola”: per avere qualche possibilità di risultato, le maschere viso LED vanno usate con continuità, non in modo estemporaneo. Se le compri e poi le lasci nel cassetto, lo spreco è quasi garantito.

Il problema dei costi

I costi vanno letti in modo comparativo, altrimenti si rischia di valutare solo il costo iniziale e non quello complessivo del trattamento.

  • A casa: paghi il dispositivo, poi il costo per seduta sembra zero. In realtà stai investendo in un oggetto che funziona solo se lo usi con regolarità, e che va scelto bene (qualità, comfort, sicurezza, assistenza).
  • In centro: paghi ogni seduta e spesso un pacchetto. Il vantaggio è che non compri un oggetto, ma un servizio. Lo svantaggio è che, se ti servono più sedute, la cifra complessiva può diventare importante.

In entrambi i casi, prima di spendere, fai un controllo semplice: quanto è reale lo sconto promesso in termini di risultato? Se il beneficio è marginale e il costo è alto, l’ago della bilancia torna dalla parte dello spreco.

Quando non si possono fare

Le controindicazioni vanno prese sul serio, perché qui non stiamo parlando di una crema neutra, ma di un’esposizione a luce con parametri specifici. In questi casi è prudente evitare o chiedere prima un parere medico:

  • fotosensibilità o condizioni che peggiorano con la luce (anche in presenza di macchie o pelle molto reattiva);
  • farmaci o sostanze fotosensibilizzanti (per esempio alcuni antibiotici, retinoidi e trattamenti dermatologici: se sei in terapia, chiedi prima);
  • problemi oculari o fastidi importanti agli occhi: le maschere vanno usate con protezione adeguata e senza “guardare la luce”;
  • epilessia o sensibilità a luci intermittenti (anche se molti dispositivi non sfarfallano, la prudenza è d’obbligo);
  • gravidanza: non ci sono certezze per tutti i dispositivi e, in caso di pelle più sensibile, è meglio evitare o chiedere indicazione al medico;
  • irritazioni, dermatiti attive, ferite aperte: prima si risolve l’infiammazione, poi si valuta qualunque trattamento.

Un segnale pratico: se durante o dopo l’uso compaiono bruciore intenso, mal di testa, arrossamenti persistenti o peggioramento di macchie, meglio sospendere e chiedere un parere specializzato.

Alternative naturali alle maschere viso a LED

Maschera viso naturale fai da te in ciotola con ingredienti semplici

Se l’obiettivo è avere una pelle più luminosa e curata senza sprecare soldi, ci sono alternative semplici e a basso impatto. La prima è una routine essenziale e costante: detersione delicata, idratazione adatta al tuo tipo di pelle, protezione solare quando serve. Poi, quando vuoi “aggiungere” un gesto in più, meglio puntare su soluzioni naturali e mirate, evitando l’effetto moda del momento.

In molti casi, una maschera fatta bene e fatta con regolarità (senza esagerare) è più sensata di un dispositivo costoso usato due volte e poi dimenticato.

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