Luana scrive la tesi di laurea sul padre ucciso dalla mafia

Lui aveva fatto parte di un clan potente, ma dopo le stragi del 1992 si era pentito. E ha pagato con la vita il passaggio dalla parte dello Stato

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Il 10 maggio 1996 Luigi Ilardo viene ucciso dai sicari della mafia, sotto gli occhi di sua figlia Luana, una ragazza di 16 anni. Trent’anni dopo, nel febbraio del 2026, Luana si è laureata in Criminologia con una tesi sull’omicidio del padre. 

La storia di Luigi Ilardo è sempre stata avvolta in una serie di misteri, tra i quali però spiccavano alcune certezze. L’uomo, considerato serio, affidabile e riservato, oltre che appartenente a una famiglia di persone insospettabili, era stato reclutato dal boss don Ciccio Madonia, al punto da accettare di nascondere in casa il latitante Gianni Ghisena. In pratica negli anni ’80 Ilardo era un esponente di Cosa Nostra, legato alla potente famiglia mafiosa dei Madonia di Caltanissetta.

Ma dopo le stragi del 1992, Luigi Ilardo aveva deciso di ribellarsi, rompere con l’organizzazione criminale e collaborare con la Dia, portando, per esempio, gli inquirenti sulle orme del super ricercato Bernardo Provenzano che però, per motivi mai del tutto chiarito, era riuscito a fuggire proprio nel momento previsto per il suo arresto.

I codici della mafia non potevano consentire il cambio di campo da parte di Luigi Ilardo che venne così giustiziato il 10 maggio 1996, quando, soltanto cinque giorni avrebbe dovuto entrare nel programma di protezione. 

Senza lo scudo promesso dallo Stato e con i fucili dei killer mafiosi puntati sulla schiena, Luigi è stato condannato a morte, e tutta la sua vicenda è stata ricostruita nei dettagli nella tesi di laurea scritta dalla figlia Luana.  

La vicenda di Luana Ilardo è considerata simbolica perché mostra tre cose: un mafioso che decide di cambiare vita e di passare dalla parte dello Stato, una figlia che cerca verità e giustizia, una storia italiana ancora piena di zone d’ombra tra mafia e istituzioni. Al punto che Luana ha scritto un libro dal titolo molto potente (Luigi Ilardo: omicidio di Stato), con il quale gira la Sicilia e l’Italia per parlare di legalità e lotta alla mafia. 

Fonte immagine di copertina: Avvenire

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