Goel cooperativa sociale Calabria | Non sprecare
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Goel, agricoltura bio, turismo e moda per creare un’alternativa alla ‘ndrangheta

Nel cuore della Locride uno straordinario progetto con 12 cooperative 28 aziende agricole e 2 associazioni di volontariato. E con circa 400 posti di lavoro per fare la guerra alla malavita

Riscattare i più deboli creando delle opportunità. Questo è l’obiettivo con cui è nato il  gruppo cooperativo GOEL, il cui nome in lingua ebraica significa proprio “riscatto”.

Nel 2003 una comunità di persone, imprese e cooperative sociali della Locride avvia un percorso insieme a Monsignor Giancarlo Maria Bregantini, vescovo noto per il suo impegno contro la ‘ndrangheta.

L’obiettivo del gruppo è dare un supporto concreto a quanti si oppongono alla prepotenza della criminalità adoperandosi per un cambiamento della società. In poco più di quindici anni, il  gruppo cooperativo ha visto nascere al suo interno diverse strutture a sostegno delle fasce sociali che hanno maggiormente bisogno di un “riscatto”.

GOEL GRUPPO COOPERATIVO CALABRIA

Il primo passo per combattere l’illegalità è mettere in atto delle iniziative che coinvolgano tutta la comunità. Per questo, GOEL realizza un vero e proprio lavoro di promozione sociale e opposizione attiva alla ‘ndrangheta. Ciò si concretizza grazie a una comunità di persone che si impegna ogni giorno per dimostrare che attraverso l’etica è possibile dare una risposta a uno dei problemi che affliggono il territorio. Il progetto si estende anche al di fuori della Calabria grazie a una rete informale Nord-Sud nata nel 2008 per prevenire e contrastare l’infiltrazione mafiosa nell’economia e nella società.

Fare rete consente a centinaia di persone di non sentirsi sole di fronte alle minacce della malavita potendo contare su un gruppo coperativo che è dalla propria parte. GOEL infatti ha creato anche un fondo di solidarietà per risarcire i danni subiti dai soci, che sono stati vittime di aggressioni.

GOEL BIO

Nel settore dello sviluppo locale, il gruppo cooperativo ha promosso numerosi progetti tra cui GOEL Bio, marchio che aggrega aziende agricole biologiche che si oppongono alla malavita locale. Molti soci della cooperativa agricola hanno subito minacce e danni da parte della ‘ndrangheta, ciononostante sono andati avanti con determinazione. Attraverso un’ampia mobilitazione ed un’efficace strategia di cooperazione, i produttori di GOEL Bio riescono a resistere e ripartire dagli attacchi. Non solo: attraverso la ricostruzione della filiera e l’eliminazione degli intermediari, ricevono un prezzo equo di conferimento, superiore alla media di mercato. La qualità del biologico certificato e la lotta al caporalato sono garantite dall’adozione di rigorosi protocolli etici e di anticontaminazione. Ciò consente agli agricoltori di ottenere un prezzo equo e sostenibile dei prodotti rispettando i diritti dei lavoratori.

PER APPROFONDIRE: Goel e il progetto “Reinsediamento al Sud”che crea integrazione attraverso la partecipazione e la meritocrazia

GOEL BIO E L’ECONOMIA CIRCOLARE

Ogni socio di GOEL Bio adotta un protocollo che tutela il lavoro e gli standard qualitativi della filiera, che è pensata come un ciclo naturale dove tutto viene valorizzato e trasformato in una risorsa.

L’economia circolare ha un ruolo centrale nel progetto, ne è un esempio il processo di lavorazione degli agrumi. La parte di raccolto che non rientra nella frutta da tavola diventa materia prima per le marmellate e i succhi di frutta mentre i residui della spremitura dei succhi diventano il “pastazzo”. Quindi, vengono estratti degli oli essenziali che insieme all’olio di oliva biologico compongono gli ingredienti di una linea di bio-eco-dermocosmesi. Un circolo virtuoso che dà una “seconda chance” alle risorse umane e naturali coinvolte in un progetto che dà speranza a un intero territorio.

Le attività di Goel, nel corso degli anni, sono andate spaziando dall’agricoltura al tessile, dal turismo alla gastronomia. Risultato: oggi questa comunità tutta calabrese, risposta concreta a 360 gradi alle seduzioni della ‘ndrangheta, fattura sette milioni di euro l’anno, con 12 cooperative, due associazioni di volontariato, una fondazione e 28 aziende agricole. Complessivamente nell’universo di Goel lavorano 200 persone e altrettante risultano come collaboratori a partita Iva. Racconta Vincenzo Linarello, presidente della comunità: “Abbiamo fatto, grazie al lavoro di tante persone, un miracolo per la Calabria, cercando di non sprecare luoghi, opportunità e innanzitutto vite. Attorno al nostro progetto è maturata una nuova mentalità, che ha sconfitto l’asservimento alla ‘ndrangheta e alla massoneria. Con Goel lavorano uomini e donne liberi, e solo imprese che hanno rifiutato sempre di pagare il pizzo”.
Oltre alla produzione agricola, ci sono altri settori nei quali la comunità è presente. Il turismo sul territorio, con il marchio “Viaggi di Goel“, un piccolo tour operator che valorizza le bellezze della Calabria e organizza viaggi e vacanze in questa splendida regione. Poi c’è la moda, con il marchio “Cangiari” (che in dialetto significa “cambiare”): sede a Milano, modelli affidati alla firma di Paulo Melim Andersson, e sfilate da New York a Parigi.
Infine, le cooperative sociali, mirate all’assistenza e al recupero delle persone, in particolare adolescenti fragili e con problemi psichiatrici. Anche in questo campo Goel è riuscita a fare, nel tempo, le cose in grande e oggi può contare su due residenze per malati mentali.

I PROGETTI IN CONCORSO PER IL PREMIO NON SPRECARE:

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