InGalera: il ristorante gestito dai detenuti di Bollate

Un progetto nato grazie all’energia della generosa imprenditrice della ristorazione Silvia Polleri. Menù a pranzo, cena e per eventi organizzati. Sold out quasi ogni sera

ingalera
Un ristorante stellato in piena regola: cucina di qualità, servizio molto curato, ambiente elegante e gradevole, prenotazione obbligatorio. Eppure siamo all’interno di un carcere, quello di Bollate, dove la cooperativa ABC-La Sapienza in Tavola ha creato un posto unico in Italia, completamente gestito dai detenuti del carcere di Bollate, che curano sia la cucina sia il servizio ai tavoli. Lavorano oggi, e lavorano per domani, avendo imparato un mestiere che gli servirà quando finalmente potranno lasciare il penitenziario lombardo.  Il ristorante si chiama InGalera, quasi a marcare la sua genesi e la sua identità, e si presenta con menù molto particolari, come per esempio:
  • Risotto al latte di cocco con tartare di gambero rosso & pop corn
    Un mix tra cucina italiana e influenze esotiche (cocco + crostacei + elemento croccante)
  • Cervo al vin santo con prugne e mandarini
    Carne di selvaggina con note dolci e agrumate (molto “alta cucina”)
  • Carpaccio di spigola con pistacchi
    Pesce crudo + frutta secca, piatto elegante e non scontato
  • Bis di calamari ripieni su crema di zucchine
    Lavorazione tecnica + presentazione da ristorante gourmet
  • Pici senesi al ragù toscano
Tipico piatto toscano rivisto in chiave lombarda
  • Riso al salto con crema di parmigiano
    Cucina italiana riconoscibile, curata e rivisitata
  • Cotoletta alla milanese “vestita” con rucola e pomodorini
        Un classico che non può mancare in un ristorante lombardo
  • Bollito di mare con spuma al pepe ed emulsione di olive

Piatto davvero ricercato con un risultato unico.

Ma accanto alla cucina e ai menù, nel ristorante InGalera si organizzano anche eventi a tema, con incontri con i detenuti che raccontano le loro storie.

InGalera è il primo e unico ristorante realizzato in un carcere italiano, grazie all’energia di Silvia Polleri, generosa imprenditrice della ristorazione, conosciuta nell’ambiente come Nonna Galeotta, e presidente della cooperativa ABC-La Sapienza in Tavola.

Seguiti da uno che professionista e formati attraverso dei corsi gestiti dall’Istituto alberghiero Paolo Frisi di Milano, i detenuti di Bollate portano avanti sia la cucina sia il servizio a tavola. E con molta disciplina preparano il loro futuro per quando finalmente potranno lasciare il penitenziario. Il ristorante dispone di 50 posti, è aperto per pranzo e cena, e offre anche la possibilità di incontri aziendali, feste, serate a tema, open day. I prezzi sono più che ragionevoli, attorni ai 15-18 euro a piatto. E il sabato è prevista una promozione, a ora di pranzo con un menù “tutto compreso” a 40 euro a persona.

Il menù del ristorante In Galera è molto ricercato, ma anche sano. Si può ordinare la carne argentina, come la classica cotoletta alla milanese. I vini arrivano anche al calici  con nomi ironici: da Il Ricercato a Malandrino. E il conto, alla fine, più che ragionevole, considerando che i clienti sostengono anche una causa per il reintegro dei detenuti quando usciranno dal carcere: circa 75 euro a persona.   

 

Immagine tratta dalla pagina Facebook di InGalera

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