Le pellicce ecologiche possono inquinare più di quelle naturali

Sono fatte di poliestere e acrilico, materie prime energivore e inquinanti. E hanno un impatto in termini di gas serra superiori a quelle naturali. Per non parlare dei problemi legati allo smaltimento.

impatto ambientale pellicce ecologiche
Le pellicce in fake fur (o pellicce sintetiche) sono capi d’abbigliamento sempre più di moda: imitano l’aspetto e la sensazione della pelliccia animale, ma non contengono pelo vero, e puliscono la coscienza e la sensibilità di chi si vuole dimostrare attento e sensibile rispetto agli animali. Ma si può considerare davvero una scelta sostenibile? O non ci troviamo in uno dei gironi dei consumi etichettati come sostenibili e in realtà non tali?
La risposta a questa domande arriva innanzitutto dai materiali utilizzati per le pellicce ecologiche.

Sono fatte quasi sempre di fibre sintetiche, come:

  • Poliestere: un derivato del petrolio, molto comune.
  • Acrilico: simile al poliestere ma più leggero e soffice.
  • Nylon: viene mescolato agli altri materiali per dare resistenza e elasticità.

Tutti questi materiali non sono biodegradabili (a meno che siano fatti con materiali riciclati), hanno un livello altissimo di consumi energetici e di produzione di CO2, possono rilasciare microplastiche durante il lavaggio.

In più, come spesso accade nella moda fast, le pellicce fake-fur, per avere un prezzo accessibile a tutte le tasche,  molto basso rispetto alle pellicce naturali, sono spesso prodotte in Pakistan, Bangladesh o Cina alimentando un mercato del lavoro che  sconfina nello sfruttamento e nel moderno schiavismo.

C’è poi il problema dello smaltimento delle pellicce cosiddette “ecologiche”. Già nel 2014 che la Commissione Europea, dopo un’analisi di diverse fibre, ha stabilito che l’acrilico, o il modacrilico, sia una delle fibre più inquinanti di tutta la gamma di fibre sintetiche con le quali produciamo i nostri capi di abbigliamento, nonché quella più difficile da smaltire. Una giacca in pelliccia sintetica può avere un’impronta di carbonio 2-3 volte maggiore rispetto a una pelliccia naturale, se consideriamo la produzione e lo smaltimento. Se dura pochi anni e viene smaltita come rifiuto, l’impatto cresce ancora di più.

Uno studio dell’Università di Yale ha mostrato che, se si considera l’intero ciclo di vita (produzione, utilizzo, smaltimento), alcune pellicce sintetiche possono avere un impatto ambientale maggiore in termini di gas serra rispetto alle pellicce naturali, proprio a causa del consumo energetico e della plastica non biodegradabile.

La conclusione  diventa scontata: il termine “fake fur”, ovvero la pelliccia “ecologica”, significa solo che la pelliccia è finta, ma l’impatto ambientale può essere alto se non si usano materiali riciclati o processi più sostenibili.

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