Il Po, risorsa dimenticata | Non Sprecare
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Il Po, risorsa dimenticata

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Torino. Manca solo l’estensione della navigabilità a Sud, fino a Moncalieri, e a Nord-Ovest, fino al Meisino – progetti lasciati in eredità alla prossima amministrazione -, poi il servizio fluviale potrà dirsi all’altezza di una grande città europea. Una città che, va detto, ha sempre avuto un rapporto piuttosto tiepido con il suo fiume: diciamo pure di sostanziale indifferenza verso una straordinaria riorsa ambientale. Il senso è quello di due mondi separati, incapaci di interagire se non in rari momenti dell’anno. Dal giorno dopo tutto ricomincia come prima: sopra i Murazzi la città, animata dalla solita frenesia; più sotto scorre pigramente il Po, fiancheggiato dal lungo-fiume sul quale si avvicendano i ciclisti, gli amanti del "jogging" e quale irriducibile gruppetto di pescatori. Fine del discorso.

Mercoledì mattina, all’imbarco dei Murazzi, sono entrati in servizio i due nuovi battelli a fondo piatto: gli eredi di Valentino e Valentina, venduti per 100 mila euro, di cui riprendono anche il nome. Presenti il sindaco, gli assessori Sestero e Altamura, il presidente e l’ad di Gtt Brizio e Barbieri, Luciana Littizzetto nel ruolo di madrina: «Non faccio mai da madrina o da testimone, nessuno si fida…». Poi la stoccata: «Aspettiamo l’Inno di Mameli prima di cominciare. A proposito: è arrivato Cota?».

Di rigore la benedizione e la fanfara del Comune. Anche la bottiglia di champagne si è infranta senza problemi contro lo scafo di un battello, che se no portava male. Inevitabile il duetto con Chiamparino: «Sei tu la madrina? Alura soma bin ciapà!». E visto che Littizzetto perorava un suo ruolo anche dopo il voto, ecco la replica: «Sono disposto a fare Hillary Clinton se lei farà Obama».
I nuovi battelli costruiti a La Spezia – finanziati con 600 mila euro dalla Regione e con mezzo milione dal Comune – hanno 78 posti a sedere con audioguida in 5 lingue, più 22 in piedi. Un’ampia vetrata, parzialmente apribile, permette di godere gli scenari del fiume. Il percorso di navigazione si allunga fino a Italia 61, in prossimità del Museo dell’Auto. La convivenza tra i battelli e le canoe, problema annoso, è demandata a una serie di incontri tra il Comune e le società remiere.