I dugonghi rischiano di scomparire

Sono grandi mammiferi marini, molto importanti per l'ecosistema. Proteggono le fanerogame marine, praterie di piante vitali per l'equilibrio nei fondali del mare

dugonghi

I dugonghi (nome scientifico: Dugong dugon)  sono grandi mammiferi marini erbivori appartenenti all’ordine dei sirenii, lo stesso gruppo a cui appartengono anche i lamantini.

Sono animali tranquilli, pacifici, lenti, e completamente adattati alla vita in mare. Hanno un corpo robusto, una pelle spessa di colore grigio-bruno, pinne anteriori simili a pagaie e una coda a forma di mezzaluna, simile a quella di una balena gli adulti possono raggiungere circa 3 metri di lunghezza e pesare oltre 400 chilogrammi. I dugonghi sono chiamatii spesso “mucche di mare” perché brucano le praterie di fanerogame marine, nutrendosi quasi solo di piante. E proprio questa forma di nutrizione li rende animali preziosi per l’ecosistema marino: i dugonghi mantengono in equilibrio le praterie di fanerogame marine, uno degli ambienti più preziosi degli oceani costieri.

Le praterie marine dove vivono i dugonghi sono vere e proprie “nursery” per molti animali: piccoli pesci, cavallucci marini, crostacei e altre creature vi trovano cibo e protezione, e le fanerogame marine trattengono i sedimenti e riducono l’erosione delle coste. Un ambiente con praterie sane è più resistente alle tempeste e al cambiamento climatico.  Le fanerogame sono piante vere e proprie che vivono in mare, con radici, fusti, foglie, fiori e semi, proprio come molte piante terrestri.  Crescono soprattutto sui fondali bassi delle coste, dove arriva abbastanza luce per fare la fotosintesi e formano grandi distese verdi chiamate praterie marine, che sono tra gli ecosistemi più importanti del pianeta. Tra le altre cose, queste praterie aiutano a regolare il clima catturando anidride carbonica, danno rifugio agli animali marini: piccoli pesci, molluschi e crostacei usano le praterie come “asili” dove crescere al sicuro, le loro radici trattengono il fondale, riducono l’erosione causata da onde e correnti e intrappolano sedimenti e sostanze inquinanti, migliorando la qualità dell’ambiente.

I dugonghi vivono nelle acque costiere calde dell’Oceano Indiano e dell’Oceano Pacifico occidentale, vicino alle coste di Paesi come Australia, Indonesia, Mozambico e alcune aree del Sud-est asiatico. Sono spesso associati alle leggende delle sirene: alcuni marinai del passato, vedendo da lontano un dugongo che allattava il piccolo o nuotava con il corpo sollevato, potrebbero averlo scambiato per una creatura marina fantastica.

Oggi i dugonghi sono considerati una specie vulnerabile perché il loro habitat è in forte diminuzione, soprattutto a causa delle attività umane che danneggiano il loro ambiente e rendono più difficile la loro sopravvivenza. Le principali minacce sono:

  • Perdita delle praterie marine: i dugonghi si nutrono quasi esclusivamente di fanerogame marine (piante simili all’erba che crescono sui fondali). L’inquinamento, la costruzione di porti, il dragaggio e il riscaldamento degli oceani possono distruggere questi habitat.
  • Catture accidentali nelle reti da pesca: molti dugonghi rimangono intrappolati nelle reti da pesca e annegano perché devono risalire in superficie per respirare.
  • Cambiamenti climatici: l’aumento della temperatura del mare, le ondate di calore marine e l’acidificazione degli oceani possono ridurre la quantità e la qualità delle praterie marine di cui dipendono.
  • Caccia e disturbo umano: in alcune zone i dugonghi sono stati cacciati per la carne, il grasso e altri prodotti. Anche il traffico di barche può ferirli con le eliche o disturbare le aree dove si alimentano.
  • Riproduzione lenta: le femmine partoriscono generalmente un solo piccolo alla volta e gli intervalli tra le nascite possono essere lunghi. Questo significa che le popolazioni impiegano molto tempo a recuperare dopo un calo.

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