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“Green technology”, come risparmiare energia

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Gianluca Sigiani

Da moda futuribile la green technology si è trasformata nel corso degli ultimi anni in stile di vita, in fatto quotidiano e, naturalmente, in business consolidato. La crisi che da oltre un decennio affligge l’economia globale ha dato una forte accelerazione e, spesso, un senso concreto, ad espressioni quali "ecocompatibilità", "sostenibilità", "risparmio energetico", facendole diventare d’uso sempre più frequente sia fra le persone/utenti/consumatori sia nel mondo aziendale. E le tecnologie hanno di volta in volta stimolato o assecondato quest’onda.
La casa, centro della vita familiare, si è popolata di congegni a consumo controllato o addirittura per il controllo del consumo: televisori, lavatrici, lavastoviglie e frigoriferi dotati di programmi e funzioni per il contenimento della "bolletta", lampadine a risparmio energetico, contatori elettrici "intelligenti", multiprese telecomandate per spegnere contemporaneamente tutti gli stand by degli apparecchi. Il tema della gestione energetica è diventato parte integrante anche della domotica, cioè della scienza avanzata che studia il miglioramento della qualità della vita e delle infrastrutture domestiche in chiave tecnologica. In questo ambito così come al livello della building automation (l’automazione di interi edifici) l’ultima frontiera è quella della gestione coordinata, integrata e computerizzata degli impianti generali (distribuzione di acqua, gas ed elettricità, climatizzazione, impianti di sicurezza), delle reti informatiche e delle reti di comunicazione.
Lo scopo è sì quello di migliorare la qualità abitativa, ma anche quello di gestire al meglio le risorse energetiche regolando l’accensione, l’operatività e lo spegnimento di luci ed elettrodomestici (ma anche di impianti idraulici, caldaie, condizionatori d’aria ecc.) in funzione delle necessità e del loro uso effettivo, attraverso sistemi informatici centralizzati o distribuiti. A ciò si aggiunga la possibilità di integrare impianti fotovoltaici o geotermici ed elementi infrastrutturali ad alte prestazioni (centraline, tubazioni, cavi speciali) in grado di rendere case ed edifici completamente autonomi e ad elevata efficienza sul piano energetico.
Il computer è quasi sempre il "cervello" della situazione, ed è esso stesso in continua evoluzione da un punto di vista green. Nei personal, destinati sia all’ambito business sia a quello consumer, si affinano da tempo, a partire dai sistemi operativi, le funzionalità di risparmio energetico (modalità di configurazione ad hoc, stand by, "ibernazione" ecc); così come per i monitor (prima Crt, a tubo catodico, e ora Lcd, a cristalli liquidi) un grande impulso al controllo del dispendio elettrico è venuto dal programma Energy Star, creato nel 1992 dall’Epa (Environmental Protection Agency) statunitense, e ora fatto proprio anche dall’Ue, finalizzato a certificare attraverso un marchio il basso consumo anche di altre importanti apparecchiature (semafori led, lampade a fluorescenza, sistemi di gestione dell’energia per uffici e di prodotti con stand by a consumo ridotto).
Nella sfera dell’informatica strettamente aziendale il green It continua ad essere un argomento sulla cresta dell’onda. Lo sforzo, in questo ambito, è soprattutto quello di ridurre i costi legati al consumo di energia nei grandi data center, cioè uno dei fattori cruciali per il dispendio elettrico mondiale. Per raggiungere questo scopo sono stati destinati grandi investimenti alla riprogettazione o alla costruzione ex novo degli ambienti che ospitano i centri di elaborazione dei dati (in modo da avere locali e sottosistemi efficienti, con flussi d’aria e cablaggi adeguati), alla messa a punto di processori specifici per aumentare le prestazioni e ridurre i consumi, all’elaborazione di software in grado di ottimizzare le risorse informatiche (virtualizzazione), e all’allestimento di sofisticati sistemi di raffreddamento basati sull’impiego di liquidi che evitino il ricorso a ventilatori e ad elettricità supplementari.
Un notevole aiuto al risparmio energetico informatico viene anche dal cloud computing che permette, in buona sostanza, di sfruttare in modo simultaneo la potenza di calcolo di un alto numero di computer interconnessi, e di utilizzare software (ad esempio di produttività da ufficio) senza doverlo installare sul proprio pc, in locale, ma "facendolo girare" su macchine di terzi, in remoto, collegate a Internet. Tutto questo consente alle aziende di "moltiplicare" a basso costo i propri mezzi informatici e di risparmiare razionalizzando i processi, evitando gli oneri di acquisto e di manutenzione dei programmi (prevale in questo senso il modello pay per use), e contenendo i dispendi energetici (meno computer da impiegare significano ovviamente meno consumi elettrici).