Gianfranco Ferrara a 100 anni suona ancora l’organo della sua chiesa a Treviso

Studia musica, legge in latino ed è molto bravo con le parole crociate. Il segreto della sua longevità? Scale a piedi e niente noia

gianfranco ferrara

Da bambino, aveva appena 15 anni, già suonava al pianoforte le musiche di Bach, Chopin e Mozart, istruito dal padre, maestro di trombone e contrabbasso.  E oggi, Gianfranco Ferrara, ormai centenario (taglia il traguardo di un secolo di vita nel mese di dicembre del 2026), continua imperterrito, sempre con la stessa disciplina, a suonare l’organo, ogni domenica, nella sua parrocchia nel Tempio monumentale di San Nicolò, a Treviso. A casa, invece, ha un pianoforte, due organi e un clavicordo, al quale è particolarmente affezionato in quanto è stato montato dalla moglie Marisa, scomparsa qualche anno fa.

La giornata di Gianfranco scorre veloce, tra la musica, la sua grande passione, le letture (divora testi in latino e greco), le parole crociate e il sudoku, e alcune piccole ma imperdibili abitudini. Ogni mattina, infatti, è al bar con gli amici per fare in compagnia la prima colazione, e poi ascolta la messa delle 10,30, prima di rientrare a casa per un pasto molto frugale.

Gianfranco non è mai solo, ma vive circondato dall’amore di tre figli, nove nipoti e nove pronipoti, tra i quali non nasconde una certa preferenza per Giovanni, clavicembalista, che sembra orientato a proseguire la vocazione familiare, dedicandosi a tempo pieno alla musica, con grande passione. A lui, il nonno ripete spesso questa raccomandazione: <La musica non è solo arte, ma anche disciplina e creatività, e bisogna avere tanta pazienza e molto metodo>.

I segreti della longevità di Gianfranco, con una vita ancora così piena e attiva, dove non si spreca nulla, neanche un minuto della giornata, sono essenzialmente due. Uno stile di vita sano, che comprende anche l’abitudine di salire sempre le scale a piedi, anche quando l’anziano organista deve arrampicarsi verso il suo strumento nel Tempio monumentale di San Nicolò. E in secondo luogo, la capacità di vivere con la testa aperta, e con la ricchezza di fitte relazioni umane, senza annoiarsi mai.

Foto di copertina tratta da Il Gazzettino

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