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Fotovoltaico con truffa

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di Francesco De Augustinis

La presunta truffa dei «100 impianti in 100 Comuni d’Italia» è approdata in parlamento. È l’ultimo atto di una vicenda che vede coinvolte centinaia di persone che hanno contratto finanziamenti da circa 22 mila euro per la realizzazione – il più delle volte mai avvenuta – di una pensilina fotovoltaica in giardino.
Nato il 31 luglio 2008 in un convegno a Fiuggi su iniziativa di Ener, l’Ente nazionale energie rinnovabili, una Onlus, e del suo braccio operativo Energesco – con capitale sociale di 10.200 euro – e con il patrocinio ‘morale’ del ministero dell’Ambiente, il progetto prevedeva la realizzazione di piccoli impianti fotovoltaici da 3 megawatt. Attraverso una fitta rete di intermediari bene inseriti nelle realtà territoriali, l’Ener, nel giro di due anni, ha pubblicato decine di bandi in tutta Italia, patrocinati da centinaia di enti e istituzioni (comuni grandi e piccoli, comunità montane e altri).
Le condizioni proposte prevedevano che i clienti dovessero contrarre un finanziamento da 21.890 euro attraverso finanziarie indicate da Energesco che, oltre alla realizzazione dell’impianto in sei mesi, si assumeva l’onere di pagare tutte le rate, incassando in cambio i contributi del conto energia. In pratica, con una firma e un pezzetto di terreno, al cliente era promessa energia gratis senza pagare un euro.
TRUFFA DA 22 MILIONI DI EURO. Ma i ritardi nella realizzazione degli impianti hanno fatto insospettire i clienti, mentre Ener ed Energesco hanno fatto perdere le loro tracce e le finanziarie hanno iniziato a bussare alla porta degli utenti per incassare le rate mensili di circa 350 euro.
«Allo stato attuale, si calcola che siano un migliaio i ‘truffati’: 400 in Umbria, 180 a Frosinone, altrettanti a Udine e a Ragusa e altri, meno numerosi, nel resto d’Italia, che stanno pagando la loro scelta ecologica», si legge nell’interrogazione parlamentare al ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, presentata con la firma di quattro parlamentari dall’umbro Carlo Emanuele Trappolino.
«L’ammontare complessivo della truffa è di circa 22 milioni di euro», scrivono i parlamentari. E, ad oggi, risultano disattivate le utenze telefoniche sia di Ener che di Energesco e le lettere vengono rispedite al mittente.

Le quattro finanziarie coinvolte: Bbva, Santander, Fiditalia e Prestitempo

Sulla vicenda si sono mosse diverse procure, in particolare quella di Frosinone, dove nessuno dei 187 firmatari del protocollo con Energesco ha visto l’impianto, e in Umbria, dove, dopo una verifica di alcuni cittadini, decine di pannelli sono risultati addirittura rubati e sono stati messi sotto sequestro in attesa di ulteriori accertamenti.
Federconsumatori, che rappresenta alcuni clienti, ha spiegato che le società finanziarie coinvolte nella vicenda sono quattro: Bbva, Santander, Fiditalia e Prestitempo.
L’unica ad aver commentato la vicenda finora è stata la spagnola Bbva, che in un comunicato ha detto di aver «regolarmente liquidato alla Energesco tutti gli importi relativi alle richieste di finanziamento accettate», premettendo di aver dato fiducia al progetto grazie al patrocinio del ministero dell’Ambiente. Per la finanziaria, «è esclusivamente l’Energesco a essersi resa inadempiente rispetto ai numerosi obblighi».
LA MEDIAZIONE PER ANNULLARE I FINANZIAMENTI. Alessandro Petruzzi, presidente di Federconsumatori Umbria, ha spiegato che «il comunicato Bbva è stato inoltrato nei giorni scorsi dalla Assofin a tutte le finanziarie associate», mentre la stessa associazione di categoria avrebbe convocato un tavolo per metà giugno con i quattro istituti coinvolti per mediare l’annullamento dei contratti di finanziamento e il rimborso delle rate, che in alcuni casi sono state sospese provvisoriamente.
Petruzzi ha invitato a intervenire anche Abi e Consob, mentre l’Agenzia provinciale per l’energia di Frosinone (Apef), che aveva indetto uno dei bandi, ha sollecitato l’intervento della Banca d’Italia.
LA RESPONSABILITÀ DEL MINISTERO. Molti enti e istituzioni hanno nominato dei legali per seguire la vicenda e tutelare la propria posizione e la propria immagine. In un incontro di pochi giorni fa, la Federconsumatori ha dichiarato con chiarezza che lavorerà affinché ognuno si assuma le proprie responsabilità: «Perché hanno fatto dei bandi pubblici con una società dal capitale sociale così ridotto, senza chiedere una fideiussione come sarebbero tenuti?», ha detto Petruzzi.
L’interrogazione parlamentare ha chiesto conto al ministro Prestigiacomo del «patrocinio ‘morale’ del convegno promosso da Ener», e di come «intenda tutelarsi rispetto alla diffusione di notizie che in ogni caso hanno indotto enti locali e cittadini ad aderire con ampia fiducia a un progetto che, in alcune realtà, è risultato non conforme a quanto proposto».