Le formiche con il grande caldo escono meno e si riproducono di più

Si spostano più sottoterra a caccia di acqua e umidità. Cambiano la dieta e i turni di lavoro. E aumenta la riproduzione

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Le abitudini di vita delle formiche cambiano radicalmente con il grande caldo. Escono meno, ma si riproducono di più. Rinunciano a lasciare il sottosuolo, e anzi cercano di andare più in profondità con il formicaio, perché il calore accelera la perdita d’acqua dal corpo, e potrebbero rischiare, uscendo regolarmente, di restare disidratate.
Inoltre il terreno può diventare rovente: al sole, la superficie può essere molto più calda dell’aria, le formiche consumano più energia, e muoversi e mantenere il corpo entro una temperatura tollerabile diventa più difficile. Il cibo può essere più difficile da trovare, e con la siccità, alcune fonti di cibo e acqua diventano meno disponibili.Per questo, le formiche cambiano dieta, e invece di cercare soltanto zuccheri per accumulare riserve di energia, cercano continuamente fonti di acqua e cibi ricchi di liquidi.
Persino i turni di lavoro, con il caldo, cambiano radicalmente: per scansare il sole diretto e il calore che emana, con il quale diventerebbero secche in pochi minuti, le formiche modificano i loro orari di attività lavorativa. La concentrano all’alba, al crepuscolo e di notte, restando sottoterra nelle altre ore del giorno, quando la temperatura e l’umidità sono decisamente più favorevoli.
Allo stesso tempo, con il caldo forte, cambia il metabolismo delle formiche e si accelera la riproduzione. Essendo animali ectotermi, le formiche tendono ad avere un metabolismo più rapido quando la temperatura aumenta, fino a raggiungere una temperatura ottimale. Questo può accelerare lo sviluppo delle larve e, in alcune specie e condizioni, anche la crescita della colonia. La riproduzione diventa più rapida, le uova si schiudono in tempi più veloci rispetto al solito, la colonia cresce di numero e serve decisamente più cibo per la sua sopravvivenza.
Uno studio del 2022, intitolato Ecological Entomology, ha studiato per due anni il comportamento di foraggiamento di Pogonomyrmex barbatus. La temperatura modifica chiaramente il modo in cui le formiche foraggiano: avvicinandosi al limite termico, restringono la finestra temporale utile e cambiano il ritmo di attività.

Una ricerca del 2017, intitolata “Nutrition modifies critical thermal maximum of a dominant canopy ant” (in italiano: “L’alimentazione influenza la temperatura massima critica tollerata da una formica”), coordinata da Jelena Bujan e Michael Kaspari, pubblicata sul Journal of Insect Physiology, ha osservato formiche tropicali direttamente sul campo. Quando le superfici diventavano troppo calde, le operaie abbandonavano le zone riscaldate, in genere tra circa 36 e 44 °C, e alcune tornavano a foraggiare quando la superficie si raffreddava.

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