Ferla: il borgo più green d’Italia

Un impianto unico per la raccolta dei rifiuti porta-a-porta. Boom del fotovoltaico. La nascita della comunità energetica. E un modello di turismo slow e green.

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Oltre che per la sua straordinaria bellezza, comune però a migliaia di borghi italiani, Ferla è conosciuta come “il borgo più green d’Italia”, grazie alle scelte fatte in campo ambientale, energetico e turistico.
Il borgo, che trova nel cuore dei Monti Iblei, all’interno della Valle dell’Anapo, una delle aree naturalistiche più suggestive della Sicilia, in provincia di Siracusa, ha una popolazione di 2.200 residenti,e negli ultimi anni ha investito in energie rinnovabili, efficienza energetica e comunità energetiche, oltre a sperimentare progetti innovativi come il riuso delle acque grigie attraverso la parete verde “Wall2Water”. Inoltre ha sviluppato un modello di turismo “slow” e di ospitalità diffusa, integrando sostenibilità ambientale e valorizzazione del patrimonio locale, ed evitando che il borgo venisse risucchiato dalla spirale dell’overtourism
 

Tutto è iniziato con l’Ecostazione, un punto organizzato per la raccolta dei rifiuti differenziati che permette ai cittadini di conferire materiali che non vengono normalmente ritirati con la raccolta porta a porta o che richiedono una gestione specifica. Realizzata nel 2023, l’Ecostazione non è una discarica: è un’area attrezzata dove i rifiuti vengono raccolti, separati e avviati al recupero o allo smaltimento corretto.

In pratica, serve per portare ad esempio:

  • rifiuti ingombranti (vecchi mobili, materassi, grandi oggetti);
  • sfalci e potature del giardino;
  • RAEE (rifiuti elettronici come piccoli elettrodomestici);
  • pile, oli esausti, vernici e altri rifiuti particolari che non vanno nei normali contenitori.
Grazie a questo investimento e al modo con il quale i cittadini hanno imparato a utilizzare l’impianto, in pochi anni la differenziata a Ferla è passata dal 2 all’85 per cento, uno dei livelli più alti sul piano nazionale. E questo ha consentito anche la diminuzione della Tari di quasi il 50 per cento.
L’altra svolta importante è arrivata nel settore energetico. Ferla ha installato impianti fotovoltaici su diversi immobili comunali, con l’obiettivo di produrre energia rinnovabile per l’autoconsumo.
Tra gli edifici interessati ci sono:
  • edifici scolastici
  • centro polifunzionale
  • campo sportivo comunale
  • garage degli automezzi comunali
  • Casa delle Associazioni

L’idea è stata quella di trasformare gli edifici pubblici da semplici consumatori a produttori di energia pulita, riducendo i costi energetici del Comune e le emissioni. Da qui il passo successivo: il Wall2Water (W2W), un sistema di recupero e depurazione naturale delle acque grigie: in pratica una “parete verde” che trasforma l’acqua usata dai lavandini della scuola Istituto comprensivo Valle dell’Anapo in acqua riutilizzabile per gli scarichi dei WC. È un esempio di soluzione basata sulla natura (Nature-Based), applicata a un edificio pubblicoL’acqua recuperata e trattata,  viene mandata alle cassette dei wc della scuola, sostituendo acqua potabile per un uso dove non è necessario avere acqua di qualità potabile.

Infine il terzo tassello per lo sviluppo sostenibile e l’energia green: la nascita della Comunità Energetica Rinnovabile (CER) CommOn Light, avviata nel 2021 con la collaborazione dell’Università di Catania e del progetto Trepesl. È stata presentata come una delle prime esperienze di comunità energetica in Sicilia.

Le scelte ambientali ed energetiche di Ferla hanno avuto un effetto positivo sul turismo, soprattutto perché hanno contribuito a costruire una nuova identità del borgo: non più solo un piccolo paese dei Monti Iblei, ma una destinazione di turismo lento, esperienziale e sostenibile. La sua posizione è particolarmente interessante perché è a pochi chilometri dalla Necropoli di Pantalica, sito UNESCO famoso per le migliaia di tombe rupestri e per i sentieri immersi nella natura. Questo rende Ferla un ottimo punto di partenza per escursioni, cicloturismo e turismo lento. Ma grazie alle scelte politiche di sviluppo del territorio, Ferla non è un borgo travolto dall’over-tourism ed è riuscito a conservare integra la sua identità.

Ferla ha sviluppato un modello di ospitalità diffusa e “slow living”, con alloggi nel borgo e un’esperienza legata alla vita locale, alla natura e all’enogastronomia. L’obiettivo non è il turismo di massa, ma visitatori che rimangono più tempo e cercano autenticità.

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