Fenicotteri in pericolo per il crollo delle zone umide

Un altro effetto della crisi climatica. I fenicotteri riescono a difendersi per la forza del gruppo. E grazie al colore.

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Anche i fenicotteri sono entrati in una zona di pericolo per effetto della crisi climatica che ha molto ridotto i loro habitat naturali, e in particolare le zone umide.

Lagune, paludi, laghi salati e delta dei fiumi sono fondamentali per l’alimentazione e la riproduzione dei fenicotteri, che vivono e si riproducono soltanto all’interno di questi ambienti.  La siccità prolungata, i cambiamenti climatici, l’inquinamento e la cementificazione riducono la disponibilità di acqua e impediscono la creazione dei tipici nidi di fango necessari per la cova.

Inoltre la perdita dell’umidità delle zone popolate dai fenicotteri, può causare:

  • meno cibo disponibile;
  • perdita dei luoghi adatti alla nidificazione;
  • maggiore disturbo da parte dell’uomo;
  • peggioramento della qualità dell’acqua.

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La specie, fortunatamente, non è ancora classificabile come a rischio. Nel mondo si contano circa 5 milioni di esemplari (oltre 3 milioni sono soltanto i fenicotteri africani), distribuiti in sei specie distinte. di queste, il fenicottero rosa  (Phoenicopterus roseus), presente nelle aree mediterranee, tra le quali l’Italia. Qui le colonie più importanti si trovano in Sardegna (con lo storico record nello stagno di Molentargius che ospita da solo fino a 18.000 esemplari), nelle lagune dell’Alto Adriatico tra Veneto ed Emilia-Romagna (dove si contano oltre 40.000 individui), in Toscana (Laguna di Orbetello), in Puglia e in Sicilia

In questa che rischia di diventare una battaglia per la sopravvivenza, proprio il colore rosa dei fenicotteri presenti nelle regioni del Mediterraneo, sta risultando determinante per la loro auto-difesa, e per due motivi. I fenicotteri nascono grigi, e diventano rosa, assimilando i carotenoidi presenti nelle alghe e nei piccoli crostacei. Quando l’uccello è in buona salute, il piumaggio è molto abbondante, e il colore rosa rende i fenicotteri più forti, ma anche più attraenti. E qui scatta il secondo motivo per il quale questo colore è così importante nell’auto-difesa dei fenicotteri. Accoppiarsi tra uccelli sani e forti assicura anche una prole decisamente più resistente, e questo abbatte il rischio di estinzione delle colonie.  

Tutte le difese dei fenicotteri, compresa quella dai predatori, avvengono grazie alla “strategia del gruppo”. Vivendo in grandi colonie e molto coesi, infatti, possono accorgersi più facilmente dell’arrivo di un predatore; dare l’allarme agli altri; difendere insieme i nidi e i piccoli; individuare le aree più adatte, in termini di umidità, per la vita del gruppo.  La forza del gruppo aiuta i fenicotteri a difendersi dai predatori e a sopravvivere, ma non basta a contrastare la diminuzione delle zone umide, che riduce il cibo e gli spazi necessari alla loro vita: a questo ci deve pensare l’uomo. 

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