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Efficienza energetica, l’Umbria dà lezioni alle altre regioni

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Quando si parla di risparmi ed efficienza energetica in Italia c’è una regione che potrebbe dare lezione alle altre. E’ l’Umbria. A decretarlo la ricerca condotta da I-Com, Istituto per la Competitività, che ha valutato le performance delle regioni italiane partendo dai dati Enea-Authority del 2009 sui due strumenti principali per la promozione dell’efficienza energetica – i certificati bianchi (TEE) e le detrazioni Irpef del 55% – e rapportandoli con i consumi di elettricità e gas registrati nel settore civile di ciascun territorio.

E se il miglior rapporto tra risparmio e consumi incorona il cuore della penisola, non sono da meno Toscana, Molise e Calabria, in classifica rispettivamente seconda, terza e quarta. Le performance peggiori andrebbero invece, a sorpresa, Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta e Liguria.
Ma il rapporto non si limita a fotografare lo stato italiano in termini di efficienza. Il documento rivela, infatti, anche le criticità da cui il settore non sembra ancora essere riuscito a liberarsi a partire, ad esempio, da numero di schede standardizzate per i certificati bianchi messe a disposizione degli operatori è ancora non adeguato agli obiettivi; o ancora, per quanto riguarda la detrazione fiscale del 55 per cento, la diffusione ancora “timida” degli interventi di questo tipo. Per questi motivi, secondo I-Com, è necessario che l’Italia adotti rapidamente un piano per l’efficienza energetica che indichi, per il 2020, oltre agli obiettivi da raggiungere anche gli strumenti e le risorse da mettere in campo per il loro conseguimento. In termini di rapporto costi/benefici, sottolinea l’Istituto, i TEE rappresenterebbero lo strumento attualmente più efficace. Lo studio, mostra che nel 2008 i risparmi derivati dai certificati bianchi, che erano pari a 0,9 Mtep, “hanno superato nettamente quelli generati in interventi realizzati con detrazione fiscale, i quali hanno portato a un risparmio energetico di soli 0,16 Mtep. Inoltre, nel 2009 il risparmio associato ai certificati bianchi è più che raddoppiato mentre la detrazione fiscale ha segnato una flessione di 34,2 kTep nel risparmio complessivo generato”.