Doula di fine vita: la donna che ti accompagna a una morte serena

Professioniste che aiutano a vivere serenamente fino all'ultimo giorno. Con un'associazione che le riunisce anche in Italia.

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Quando Elena iniziò a fare la doula di fine vita, pensava che il suo compito fosse aiutare le persone a morire. Con il tempo capì che il suo vero scopo era aiutarle a vivere serenamente fino all’ultimo giorno.Una mattina ricevette la chiamata della figlia di un uomo di 86 anni, Giovanni, malato terminale di cancro, assistito dalla sua famiglia, dove però nessuno sapeva come affrontare la situazione. La prima volta che Elena entrò nella stanza di Giovanni, fu accolta con queste parole: «Lei è quella che viene quando non c’è più niente da fare?» Elena sorrise e rispose con molta prontezza:«Io vengo quando c’è ancora qualcosa da vivere.» Da quel momento, e per alcune settimane Elena incontrò Giovanni tutti i giorni, ma non parlavano mai di vita o di morte: piuttosto si scambiavano i racconti sul mare, sul piacere di viaggiare, ed Elena riuscì a convincere Giovanni di fare la pace con il fratello Mario, prima che fosse troppo tardi. I due si incontrarono e, scambiandosi poche parole, si abbracciarono. Da quel giorno Giovanni divenne molto taciturno, come se il suo compito terreno fosse terminato con riappacificazione con il fratello, e una mattina, poco prima dell’alba, fece qualche respiro profondo, prima di chiudere gli occhi definitivamente e morire sereno.

In greco doula significa schiava, ma nella vita attuale è una donna che libera. Dal dolore e dalla paura della morte. Dall’angoscia per quella domanda, che continuiamo a farci fino a quando siamo lucidi, su ciò che ci aspetta dopo. La morte non è mai buona, ma quando non è improvvisa può essere meno traumatica e persino meno triste se sappiamo accompagnare le persone nel loro ultimo viaggio. Se non le lasciamo sole, o nel posto sbagliato (il 70 per cento delle persone ormai muoiono lontano dal loro letto, in ospedale o in una casa di riposo), se insomma sappiamo riconoscere il valore e il senso della morte, senza sprecarlo e senza preoccuparci soltanto di come possiamo allungare la vita. Oggi la doula  è una professionista che assiste innanzitutto le donne in gravidanza, le persone quando sono malate, quando devono affrontare un dolore terribile. O quando sono entrate nella fase terminale della vita, e la donna che le accompagna prende il nome di doula di fine vita.

L’International End of Life Doula Association (INELDA) è una delle principali organizzazioni internazionali dedicate alla formazione, alla promozione e allo sviluppo professionale delle doule di fine vita. È un’organizzazione senza scopo di lucro fondata nel 2015 negli Stati Uniti. La sua idea di fondo è che il morire non sia soltanto un evento medico, ma anche un’esperienza umana, relazionale e spesso spirituale, che può beneficiare di un accompagnamento competente e compassionevole. Nel corso della sua attività, INELDA ha formato 9.700 doule in 56 paesi del mondo, compresa l’Italia, dove nel 2024 è nata Doula della morte Italia APS, la prima associazione nazionale specificamente dedicata alle doule di fine vita. E attualmente le doula ci sono in queste regioni:

  • Liguria
  • Lombardia
  • Emilia-Romagna
  • Toscana
  •  Lazio

Fonte immagine di copertina: International End of Life Doula Association/Facebook

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