Deforestazione Amazzonia -
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Nessuna tregua “olimpica” per l’Amazzonia: la deforestazione sta uccidendo il polmone verde

Il Comitato organizzatore dei Giochi aveva promesso un impegno serio in favore del ripopolamento della foresta ma la maggior parte delle iniziative sono cadute nel vuoto. Eppure basterebbe poco, se fossero sospese tutte le attività di deforestazione durante le Olimpiadi si potrebbe salvare una superficie pari a 50 mila campi di calcio

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DEFORESTAZIONE AMAZZONIA –

Il Brasile in questi giorni è al centro dell’attenzione mediatica a causa delle Olimpiadi. Durante la marcia di avvicinamento all’evento non sono mancate le polemiche che hanno sfiorato un po’ tutti gli ambiti organizzativi: da quello infrastrutturale a quello della sicurezza. Uno degli aspetti più criticati è stato il forte impatto ambientale che ha avuto e che avrà l’Olimpiade, soprattutto perché  si va ad inserire in un quadro brasiliano già particolarmente complicato. Uno recente studio rivela che l’ondata di siccità, che nel 2010 ha investito la foresta pluviale dell’Amazzonia, la più grande del mondo, ha causato la perdita della capacità, da parte di quello che è considerato il  polmone verde della Terra, di assorbire più CO2 di quanta ne rilascia in atmosfera. Quello che hanno scoperto gli scienziati con questo studio è che dopo gli eventi siccitosi del 2010 gli alberi della foresta crescono più lentamente e muoiono più facilmente.

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PERICOLO DEFORESTAZIONE –

Purtroppo c’è anche un’altra “spada di Damocle” che affligge l’Amazzonia: la deforestazione, che nel 2015 ha fatto registrare un + 16% rispetto al 2014, in pratica in un anno è stata fatta piazza pulita di 5.831 chilometri quadrati di foresta, corrispondente ad un’area più vasta del Molise. La deforestazione legale e, soprattutto, quella illegale serve per creare nuove aree per l’agricoltura industriale, il Brasile è al secondo posto al mondo per le esportazioni di soia (in gran parte OGM), e per l’allevamento intensivo. Alla Conferenza sul Clima di Parigi del dicembre scorso il Brasile, per contrastare il riscaldamento globale, si è impegnato a ridurre entro il 2030 del 43% le proprie emissioni di carbonio e per far ciò il governo aveva garantito che avrebbe azzerato la deforestazione illegale ma, ormai, buona parte di tale fenomeno è stato reso legale da alcune modifiche al codice forestale volute dal governo stesso.

OLIMPIADI 2016 FORESTA AMAZZONICA –

Lo scorso 5 agosto a Rio de Janeiro sono iniziati i Giochi olimpici e il Comitato organizzatore locale già a fine a 2014 aveva presentato un piano per compensare i 3,6 milioni di tonnellate di CO2 che i giochi produrranno (essenzialmente per i viaggi e gli spostamenti degli spettatori sul posto), che prevedeva, tra l’altro, interventi di riforestazione nelle aree più degradate della foresta pluviale. Questi interventi, però, sembrano essere rimasti solo sulla carta, dato che pochi giorni fa il portavoce della Corte dei Conti federale del Brasile, relativamente ai programmi previsti per le Olimpiadi, ha affermato: “Al momento attuale, non abbiamo nulla di rilevante da segnalare riguardo a quanto fatto per l’ambiente”. Sarebbe davvero una cosa positiva se in concomitanza con la tregua olimpica (che consentiva in antichità il libero passaggio agli atleti nemici per recarsi nel luogo in cui si svolgevano le competizioni) il governo brasiliano riuscisse a realizzare una tregua della deforestazione dell’Amazzonica. Se si smettesse di tagliare alberi anche solo per la durata dei Giochi si potrebbe salvare una superficie pari a 50.000 campi di calcio.

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