Il ghiaccio, specie in estate, è un prodotto di largo consumo. Rinfresca le bibite, ma talvolta anche l’acqua e si usa in casa, quando si va in spiaggia o quando si esce con la barca. Per quanto la sua preparazione sia molto semplice, e avviene direttamente in frigo (oppure attraverso macchine ad hoc), qualche accortezza per l’igiene va comunque presa. A partire dall’acqua, dalle vaschette e dal contatto con le mani delle persone che lo usano.
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Acqua e vaschette porta-cubetti
Il ghiaccio si prepara sempre solo con acqua potabile, che non è detto debba essere quella minerale in bottiglia. Può andare benissimo anche l’acqua del rubinetto, magari filtrata se avete messo un impianto di questo genere. Se invece vi trovate in una località dove c’è disponibile per l’uso corrente soltanto l’acqua proveniente dalle cisterne, allora per fare il ghiaccio dovete usare necessariamente quella minerale.
Quanto alla vaschette porta-cubetti, vanno ben pulite con un tocco di detersivo per i piatti. Un’alternativa naturale, che vi suggeriamo, prevede l’uso di acqua calda e aceto bianco, in parti uguali. Una volta che avete preparato il composto, immergetevi le vaschette per circa 30 minuti, e lasciatelo agire. Poi strofinate con una spugna morbida e risciacquate bene: l’aceto bianco elimina gli odori e scioglie il calcare. Non è fondamentale lavare le vaschette in occasione ogni uso, ma farlo una volta al mese non è una cattiva idea.
La refrigerazione
La temperatura giusta è – 18 gradi: a questo livello i batteri sono innocui (restano dormienti) e il ghiaccio non si scioglie. Se avete un freezer che prevede la funzione fast freeze, in grado di abbassare la temperatura fino a meno 24 gradi, attivatela quando inserite l’acqua liquida. Il ghiaccio, a quel punto, si formerà più rapidamente e risulterà più trasparente.
Evitate invece di tenere aperto lo sportello del freezer oltre il tempo necessario: se la temperatura sale, anche solo a meno 10 gradi, i cubetti creano una patina liquida in superficie, e si incolleranno tra loro una volta ricongelati, diventando così più difficili da usare, per esempio all’interno di un bicchiere.
Non toccare il ghiaccio con le dita
A parte la buona regola di igiene che prevede di lavarsi le mani prima di maneggiare vaschette e cubetti di ghiaccio, in ogni caso il ghiaccio non va mai toccato con le mani, ma solo con le pinze o con un cucchiaio. Ricordate che il freddo non uccide i batteri, ma semplicemente li addormenta, e le mani sicuramente contengono batteri e impurità che si trasferiscono molto velocemente sulla superficie del cubetto, e poi nella bevanda nella quale viene immesso.
Il ghiaccio avanzato
Nel caso del ghiaccio le parole riuso e riutilizzo non esistono. Il ghiaccio avanzato nel bicchiere non va mai ricongelato, in quanto ormai è contaminato. Piuttosto potete utilizzare i cubetti avanzati in due modi. Li lasciate sciogliere, e con l’acqua che ne deriva annaffiate le piante. Oppure gettate i cubetti di ghiaccio nel lavandino con scorze di limone e sale grosso: a quel punto l’azione abrasiva del ghiaccio consentirà di eliminare i residui di grasso.
Quanto dura il ghiaccio
Il ghiaccio fatto in casa non dovrebbe durare più di 4-6 settimane. Dopo questo periodo rimane solido, ma subisce una diminuzione di qualità, e intanto ha assorbito molti odori che poi ne condizionano negativamente l’uso. Con il tempo, i cubetti del ghiaccio si rimpiccioliscono, si deformano e si indeboliscono.
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