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In difesa delle orchidee, quattrocento volontari si mettono a studiare per salvare questi fragili fiori

Attualmente sono tra le comunità vegetali più minacciate in Europa, per questa ragione il progetto LIFEorchids, coordinato dall'Università di Torino e Legambiente, e cofinanziato dalla Unione europea, ha avviato un’iniziativa di cinque anni per difendere il loro habitat in Italia Nord-occidentale e promuoverne, insieme ai volontari, il ripopolamento

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CORSO PER COLTIVARE LE ORCHIDEE

Contribuire a salvare un fiore tanto stupendo quanto delicato. A breve quattrocento volontari inizieranno i primi corsi per imparare a prendersi cura delle orchidee grazie a LIFEorchids, il più importante progetto di ripopolamento in Italia, coordinato dall’Università di Torino e Legambiente, cofinanziato dall’Unione europea. Durante queste lezioni, dedicate a tutti, anche a coloro che non hanno un pollice particolarmente verde, si tornerà sui banchi di scuola con un ovvia tendenza a dare applicazione ai concetti appresi in giardino. Materia di studio sarà la fisiologia delle orchidee, un vero e proprio capolavoro della natura. Chi parteciperà ai corsi sarà invitato anche ad offrire un piccolo angolo del proprio giardino per ospitare qualche pianta. 

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LIFEORCHIDS

LIFEorchids è un progetto europeo per la conservazione delle orchidee e dei loro habitat in Italia Nord-occidentale. L’iniziativa durerà 5 anni, a partire dal primo settembre 2018, ed è coordinata da Mariangela Girlanda dell’Università degli Studi di Torino. La finalità principale del progetto è espandere l’area delle praterie secche semi-naturali, che rappresentano l’habitat ideale per la proliferazione delle orchidee. Questi fiori, ricordano gli esperti, sono attualmente tra le comunità vegetali più minacciate in Europa, a causa della loro intrinseca sensibilità ai cambiamenti nell’uso del suolo. Per riuscire a salvarli LIFEorchids, oltre ai corsi per i volontari, sta procedendo, da una parte, alla rimozione selettiva di alberi e arbusti e di specie esotiche invasive, e dall’altra alla semina di specie autoctone caratteristiche. Per il buon esito dell’iniziativa sono stati anche siglati una serie di accordi di custodia del territorio, con creazione di “micro-riserve di orchidee” (OMRs) in zone selezionate del Parco di Portofino, in Liguria, e delle Aree protette del Po, in Piemonte.

LEGAMBIENTE ORCHIDEE

Il coordinamento del progetto sarà affidato a Legambiente Lombardia che potrà fare affidamento sia su volontari proprietari di giardini che su coloro che, anche se non hanno a disposizione un piccolo appezzamento, si mettono a disposizione per amore di questi fiori. Il progetto ha già in carico, infatti, 500 ettari tra Piemonte e Liguria che verranno dedicati in gran parte alle orchidee. Un impegno gravoso per il quale ci sarà bisogno di tutti: nei casi più difficili, infatti, sarà richiesto ai volontari di imparare la tecnica dell’impollinazione artificiale. Questa tappa della riproduzione nelle orchidee è particolarmente difficoltosa, ragione per la quale diventa fondamentale “l’aiuto” dell’uomo. Un supporto che è ancora possibile fornire, le iscrizioni per i corsi, che si terranno all’Università di Torino, sono ancora aperte.

La foto nel testo è tratta dalla pagina Facebook Progetto LIFEorchids.

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