Congedo mestruale India - Non Sprecare
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India, dieci giorni l’anno di congedo mestruale per le dipendenti di una start-up della ristorazione

Si tratta di un caso raro in Oriente, dove il ciclo mestruale è ancora tabù. Una donna su cinque soffre di dolori debilitanti, e il congedo serve anche a togliere le lavoratrici dall’imbarazzo di dover giustificare la propria condizione ogni mese. In Italia il disegno di legge è ancora bloccato in Parlamento

Dieci giorni l’anno per stare a casa nel caso in cui si soffra di dismenorrea, termine medico con cui si indicano i disturbi legati al ciclo mestruale, come mal di schiena, nervosismo, sbalzi d’umore, stanchezza, diarrea, nausea, lombalgia, tensione mammaria, capogiri e svenimenti, anche in forme severe. I ginecologi concordano: è una delle condizioni più comuni per le donne in età fertile, e può arrivare ad essere debilitante per chi ne soffre.

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CONGEDO MESTRUALE

Una donna su cinque soffre di dolori mestruali debilitanti, e l’80 per cento lamenta sintomatologie più lievi, ma non per questo meno sfiancanti, che, proprio come un’influenza, necessitano di una cura di riposo e tranquillità. E che, non potendo assentarsi dal lavoro con un permesso malattia ogni mese, tendono a ricadere proprio sulla produttività in ufficio e sulla salute delle dipendenti. Come coinciliare quindi lavoro e ciclo? La risposta arriva dall’India, dove una start-up locale del settore del food, con opzioni come la consegna a domicilio di cibo, ha concesso alle proprie dipendenti di rimanere a casa dal lavoro un giorno al mese, in concomitanza con i giorni del ciclo più dolorosi. 

Dieci giorni l’anno di ferie periodiche e pagate che vogliono tentare di dare una risposta al problema delle mestruazioni dolorose ma anche, in senso più lato, di combattere uno stigma e un tabù ancora troppo radicato, come sottolineato anche dallo stesso amministratore delegato della società, Deepinder Goyal, in una lettera dell’8 agosto indirizzata a tutto il personale. «L’azienda – si legge nella lettera – vuole favorire una cultura basata sulla fiducia, la verità e l’accettazione». Nella stessa lettera, ripresa anche dai messaggi social del CEO di Zomato, si specifica che l’idea del congedo mestruale nasca anche per combattere il doversi sempre giustificare della propria condizione. Il diritto a stare bene, secondo Goyal, non è negoziabile, ed esercitandolo ogni lavoratrice dovrebbe sentirti libera di dire o scrivere ai colleghi e alle colleghe che quel giorno è in congedo mestruale. Un diritto affatto scontato in una cultura, come quella indiana, in cui il ciclo mestruale è un tabù duro a morire che ancora troppo spesso significa stigma, isolamento ed esclusione. E anche dove, si può incappare in casi di segregazione fisica o di pregiudizio durante i giorni del ciclo, o in datori di lavoro poco attenti e poco sensibili, una legislazione non aggiornata e altri numerosi ostacoli al diritto alla salute delle donne.

congedo mestruale

Photocredits: Zomato.com

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CONGEDO MESTRUALE INDIA

Per usufruire del congedo sarà sufficiente un click di richiesta su un software per la gestione del personale in uso alle risorse umane, e l’azienda ha predisposto anche un’apposita hotline per segnalare casi di molestie, prese in giro o eventuale mobbing da parte di superiori o colleghi in seguito alla richiesta di congedo mestruale.

La società, nata nel 2008 da due giovani indiani, Deepinder Goyal e Pankaj Chaddah, è un servizio di ricerca, scoperta e recensioni di ristoranti e locali, ma fornisce anche opzioni di consegna di cibo da ristoranti in nelle città in cui il servizio è attivo, circa 1 milione di ristoranti in 22 paesi: nel suo organico si contano più di 5000 dipendenti, di cui un buon 40 per cento donne e transgender, che potranno usufruire di dieci giorni l’anno di ferie pagate. Un ottimo precedente, se consideriamo il potenziale simbolico di un congedo che, in altre parti del mondo, anche nella civilissima Europa, è ancora un miraggio per tantissime lavoratrici.

Nessuno stato europeo riconosce infatti questa tutela, presente invece negli ordinamenti di Giappone, Corea del Sud, Taiwan, Zambia, Egitto, Indonesia e alcune regioni della Cina.

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