Come superare la paura del parto

Farsi seguire dal proprio ginecologo, e imparare tecniche di gestione della gravidanza. Non scegliere il parto cesareo, in modo automatico, per superare la paura del parto

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La paura del parto è molto comune, ma è anche una reazione umana e naturale, proprio come la nascita del bebè. Può riguardare il dolore, la perdita di controllo, il timore che qualcosa vada storto per sé o per il bambino, oppure esperienze passate o racconti ascoltati. Per alcune persone è un’ansia gestibile, mentre per altre diventa molto intensa (a volte chiamata tocofobia).
È anche importante ricordare che le esperienze sono molto diverse. Alcune donne descrivono il parto come una prova durissima, altre come un’esperienza intensa ma gestibile, altre ancora come positiva. L’esperienza dipende da molti fattori: il decorso del travaglio, l’assistenza ricevuta, il sostegno delle persone presenti, le aspettative e anche una componente di casualità.

Ci sono diversi approcci che possono aiutare:

  • Informarsi da fonti affidabili. Capire come si svolge il travaglio, quali sono le opzioni per il controllo del dolore e cosa aspettarsi può ridurre l’incertezza.
  • Parlarne con il proprio ginecologo o l’ostetrica. Possono rispondere ai dubbi, spiegare le possibilità disponibili (come analgesia epidurale o altre tecniche) e aiutare a preparare un piano del parto flessibile.
  • Non scegliere il parto cesareo come un automatismo per liberarsi, in un colpo rapido e solo, della paura della gravidanza.
  • Frequentare un corso di accompagnamento alla nascita. Oltre alle informazioni pratiche, permette di imparare strategie per affrontare il travaglio e confrontarsi con altre future mamme.
  • Imparare tecniche di gestione dell’ansia. Esercizi di respirazione, rilassamento, mindfulness o visualizzazione possono essere utili, soprattutto se praticati durante la gravidanza. Anche lo yoga in gravidanza può risultare molto utile per vincere la paura del parto.
  • Coinvolgere una persona di fiducia. Sapere chi sarà presente durante il parto e parlare delle proprie paure con quella persona può aumentare il senso di sicurezza.
  • Se la paura è molto intensa, valutare un colloquio con uno psicologo o una psicologa esperti in gravidanza e perinatalità. Interventi come la terapia cognitivo-comportamentale possono essere efficaci nel ridurre l’ansia legata al parto.
Negli ultimi vent’anni la paura del parto (fear of childbirth, FOC) è diventata un importante campo di ricerca in ostetricia, psicologia perinatale e psichiatria. Una delle conclusioni più solide è che non esiste un’unica causa: la sua genesi è considerata multifattoriale, cioè nasce dall’interazione tra fattori biologici, psicologici, sociali e culturali. In una revisione sistemica del 2019 realizzata da un gruppo di ricerca  internazionale, ma prevalentemente svedese, guidato da Anna Dencker, dell’Università di Göteborg, insieme a ricercatrici e ricercatori delle università di Göteborg, Borås e altre istituzioni europee, gli autori hanno provato a rispondere a due domande:
  1. Quali fattori predispongono alla paura del parto?
  2. Quali conseguenze produce la paura del parto sulla gravidanza, sul parto e sul benessere psicologico?

La conclusione più importante è che non esiste una causa unica. La paura del parto emerge dall’interazione di diversi fattori.

Gli autori raggruppano i fattori predisponenti in tre grandi categorie:

  • Aspetti emotivi e psicologici: ansia, depressione, elevati livelli di stress, vulnerabilità psicologica e paura generalizzata risultano associati in modo abbastanza costante alla paura del parto.
  • Supporto sociale: uno scarso sostegno del partner o della rete sociale è associato a livelli maggiori di paura.
  • Fattori legati alla gravidanza e alla storia ostetrica: ad esempio precedenti esperienze di parto traumatiche, complicazioni ostetriche o caratteristiche della gravidanza possono contribuire, ma i risultati sono meno uniformi rispetto ai fattori psicologici.

La revisione mostra che una paura elevata del parto è associata a una maggiore probabilità di:

  • richiedere un taglio cesareo;
  • vivere il parto in modo più negativo;
  • presentare sintomi ansiosi o depressivi nel periodo perinatale;
  • riportare un’esperienza di parto traumatica.
In una parola: se non affrontata, la paura del parto rischia di sprecare uno dei momenti più belli della vita di una donna.

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