- “fluoro”, “perfluoro”, “PTFE”, “polyfluoro”, “PFOA”, “PFOS”, “fluorinated”
Esempi più comuni nei cosmetici sono:
- PTFE (polytetrafluoroethylene)
- Perfluorodecalin
- Perfluorooctyl trisiloxane
I Pfas, infatti, vengono spesso usati per:
- Effetto waterproof / long-lasting (rossetti, mascara, fondotinta)
- Texture setosa o levigante
Non è una regola assoluta, ma prodotti super luminosi o ultra-resistenti possono contenerli.
Infine, alcuni marchi stanno iniziando a dichiarare esplicitamente “PFAS-free” o “senza sostanze perfluoroalchiliche”.
In ogni caso, la tendenza andrà sempre più nella direzione di vietare l’uso di Pfas nei cosmetici.
La Francia è diventata uno dei primi stati al mondo ad adottare una legge nazionale che vieta l’uso intenzionale di PFAS nei cosmetici (oltre a tessili e altri articoli di consumo).
- Il divieto di fabbricazione, importazione, vendita o immissione sul mercato di cosmetici contenenti PFAS è in vigore dal 1° gennaio 2026.
- È previsto un periodo transitorio durante il quale i prodotti già fabbricati possono ancora essere venduti fino alla fine del 2026, ma dopo quello è proibito.
La Nuova Zelanda ha annunciato che dal 2026 l’uso di PFAS nei cosmetici sarà vietato con un calendario dettagliato:
- Proibizione dell’importazione o della produzione di cosmetici con PFAS entro il 31 dicembre 2026.
- Divieto di vendita e fornitura nel paese entro il 31 dicembre 2027.
- Ritiro e smaltimento di tutti i prodotti PFAS entro il 30 giugno 2028.
Negli Stati Uniti non esiste ancora un divieto federale completo dei PFAS nei cosmetici, ma diversi stati hanno adottato leggi che vietano o limitano l’uso intenzionale di PFAS nei cosmetici o in prodotti di consumo, con fasi di attuazione tra il 2025 e il 2030 (ad esempio in stati come California, Maine, Minnesota, Colorado e altri). Tuttavia, la regolamentazione federale (a livello di FDA) è ancora in evoluzione.
Infine, i rischi per la salute. I Pfas nei cosmetici rappresentano un rischio soprattutto perché sono sostanze altamente persistenti, bioaccumulabili e potenzialmente tossiche.
Questi sono i rischi principali che presentano per la salute umana.
- Assorbimento cutaneo: anche se la pelle è una barriera, alcuni Pfas possono penetrare e accumularsi nell’organismo.
- Bioaccumulo: una volta entrati nel corpo, possono rimanere per anni, principalmente nel sangue, fegato e reni.
- Effetti sul sistema endocrino: possono interferire con gli ormoni, influenzando tiroide, fertilità e sviluppo ormonale.
- Possibili rischi di cancro: studi epidemiologici suggeriscono associazioni tra Pfas e alcuni tipi di tumori (es. renale, testicolare).
- Effetti sul fegato e reni: alterazioni dei livelli di colesterolo, enzimi epatici e possibile stress ossidativo.
- Rischi per gravidanza e sviluppo: esposizioni elevate possono influenzare lo sviluppo fetale e la crescita dei neonati.
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