Come si riconosce un bambino plusdotato

E come non si sprecano i suoi talenti speciali. Tra gli indicatori ci sono una memoria super, il linguaggio precoce, la curiosità intensa e la tendenza a frequentare persone più grandi

Bambini plusdotati

Un bambino plusdotato (spesso definito con il termine inglese gifted) ha dei talenti speciali, decisamente superiori alla media della sua età, che non vanno sprecati. Riconoscere i bambini plusdotati non è facile, e sappiamo che in questa situazione si trova il 5 per cento della popolazione: però ci sono alcuni indicatori che vanno presi in considerazione. Sapendo che un bambino plusdotato non è per questo un genio o un fenomeno da studiare in laboratorio, ma si tratta semplicemente di un bambino che anticipa le tappe dello sviluppo cognitivo grazie all’elevato quoziente intellettivo e anche di una fibrillante voglia di sapere.  

Indicatori bambini plusdotati

I segni più evidenti di un bambino plusdotato balzano agli occhi nella loro semplicità:

  • Apprendimento molto rapido, con bisogno di poche ripetizioni.
  • Linguaggio precoce o particolarmente ricco per l’età.
  • Curiosità intensa e domande complesse su argomenti astratti.
  • Memoria eccezionale per fatti, eventi o dettagli.
  • Capacità di pianificazione da persona matura.
  • Capacità di ragionamento avanzate rispetto ai coetanei.
  • Forte interesse per temi specifici, approfonditi in modo autonomo.
  • Sensibilità emotiva o empatia particolarmente sviluppate.
  • Tendenza a preferire la compagnia di bambini più grandi o degli adulti.
  • Noia frequente in attività percepite come troppo semplici o ripetitive.

Le origini di un bambino superdotato

Una revisione sistemica del 2024 ,che ha analizzato 104 studi e oltre 77.000 bambini,  ha trovato che i bambini plusdotati tendono ad avere prestazioni superiori in memoria di lavoro verbale, flessibilità cognitiva, problem solving e velocità/accuratezza di elaborazione. Alcuni studi neurofisiologici mostrano inoltre un’attività cerebrale più efficiente durante compiti cognitivamente impegnativi.
Molti genitori di bambini plusdotati si chiedono: “Da chi ha preso questa capacità?“. In realtà spesso non c’è un unico genitore “responsabile”: la combinazione genetica è estremamente complessa e può produrre livelli cognitivi superiori a quelli osservati nei singoli genitori. Inoltre, anche genitori non identificati come plusdotati possono trasmettere molte varianti genetiche favorevoli. L’unica certezza è che la causa principale alla base delle doti speciali di un bambino è proprio la genetica.

Quando rivolgersi a un Centro specializzato

Una valutazione di un Centro specializzato  può aiutare a:

  • capire se il bambino presenta effettivamente plusdotazione o semplicemente uno sviluppo precoce;
  • identificare i suoi punti di forza e le eventuali aree di fragilità;
  • distinguere la plusdotazione da condizioni con cui può essere confusa (o che possono coesistere), come ADHD, autismo, ansia o disturbi specifici dell’apprendimento;
  • fornire indicazioni pratiche per la famiglia e la scuola;
  • in alcuni casi, supportare la richiesta di percorsi didattici personalizzati.

Quello che conta non è tanto ottenere un’etichetta, quanto ricevere un profilo di funzionamento completo del bambino. I centri più seri non si limitano a misurare il QI, ma valutano anche aspetti emotivi, motivazionali e relazionali.In genere, il percorso inizia con un colloquio conoscitivo con la famiglia, e se emergono indicatori di alto potenziale, allora si procede con una valutazione approfondita, che comprende test cognitivi e sul comportamento emotivo del bambino.

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