Un bambino plusdotato (spesso definito con il termine inglese gifted) ha dei talenti speciali, decisamente superiori alla media della sua età, che non vanno sprecati. Riconoscere i bambini plusdotati non è facile, e sappiamo che in questa situazione si trova il 5 per cento della popolazione: però ci sono alcuni indicatori che vanno presi in considerazione. Sapendo che un bambino plusdotato non è per questo un genio o un fenomeno da studiare in laboratorio, ma si tratta semplicemente di un bambino che anticipa le tappe dello sviluppo cognitivo grazie all’elevato quoziente intellettivo e anche di una fibrillante voglia di sapere.
Indicatori bambini plusdotati
I segni più evidenti di un bambino plusdotato balzano agli occhi nella loro semplicità:
- Apprendimento molto rapido, con bisogno di poche ripetizioni.
- Linguaggio precoce o particolarmente ricco per l’età.
- Curiosità intensa e domande complesse su argomenti astratti.
- Memoria eccezionale per fatti, eventi o dettagli.
- Capacità di pianificazione da persona matura.
- Capacità di ragionamento avanzate rispetto ai coetanei.
- Forte interesse per temi specifici, approfonditi in modo autonomo.
- Sensibilità emotiva o empatia particolarmente sviluppate.
- Tendenza a preferire la compagnia di bambini più grandi o degli adulti.
- Noia frequente in attività percepite come troppo semplici o ripetitive.
Le origini di un bambino superdotato
Quando rivolgersi a un Centro specializzato
Una valutazione di un Centro specializzato può aiutare a:
- capire se il bambino presenta effettivamente plusdotazione o semplicemente uno sviluppo precoce;
- identificare i suoi punti di forza e le eventuali aree di fragilità;
- distinguere la plusdotazione da condizioni con cui può essere confusa (o che possono coesistere), come ADHD, autismo, ansia o disturbi specifici dell’apprendimento;
- fornire indicazioni pratiche per la famiglia e la scuola;
- in alcuni casi, supportare la richiesta di percorsi didattici personalizzati.
Quello che conta non è tanto ottenere un’etichetta, quanto ricevere un profilo di funzionamento completo del bambino. I centri più seri non si limitano a misurare il QI, ma valutano anche aspetti emotivi, motivazionali e relazionali.In genere, il percorso inizia con un colloquio conoscitivo con la famiglia, e se emergono indicatori di alto potenziale, allora si procede con una valutazione approfondita, che comprende test cognitivi e sul comportamento emotivo del bambino.
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