Come la scienza spiega il colpo di fulmine

Si sviluppa in ben 12 aree del cervello. Dove si producono sostanze chimiche che danno la sensazione dell'amore a prima vista.

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Il colpo di fulmine (conosciuto nel linguaggio anglosassone con l’espressione “love at first sight) non è soltanto l’ingrediente essenziale di un’abbondante letteratura romantica e rosa, dei film con al centro intense storie d’amore, di tutto ciò che appartiene all’universo della fiction dei sentimenti. Esiste anche una spiegazione scientifica, che aiuta a riconoscere, e non sprecare, l’esplodere del colpo di fulmine e il suo sviluppo.

Tutto avviene in un arco di tempo brevissimo, anche appena 0,12 secondi, quando il cervello produce una reazione biologica e neurochimica di fatto istantanea, causata da un pesante rilascio di neurotrasmettitori (dopamina, noradrenalina, ossitocina) che a loro volta generano euforia e attrazione fisica, fenomeni tipici dell'”amore a prima vista”.

Questa tempesta di ormoni invade ben 12 aree del cervello: quando vediamo una persona che ci colpisce, alcune aree come l’amigdala (che valuta la rilevanza emotiva) e il sistema della ricompensa si attivano in pochi secondi. Questo porta al rilascio di neurotrasmettitori come dopamina, che è legata al piacere e alla motivazione, e noradrenalina, che aumenta l’attenzione e l’eccitazione fisica (cuore accelerato, sudorazione, sensazione di “energia”).

In parallelo, il cervello fa una valutazione rapidissima, spesso inconscia, di segnali come volto, postura, voce, odore e linguaggio del corpo. Non è una valutazione “razionale”, ma un’elaborazione basata su schemi appresi, esperienze passate e predisposizioni evolutive. In pratica, il cervello decide in pochi istanti se quella persona potrebbe essere “significativa” o “gratificante”.

Dal punto di vista psicologico ed evolutivo, il colpo di fulmine può essere interpretato come un meccanismo di selezione rapida: il cervello cerca segnali di compatibilità, salute, affidabilità o attrazione sessuale in modo immediato, perché in termini evolutivi reagire velocemente poteva avere un vantaggio.

Lo studio più completo che spiega il colpo di fulmine sul piano scientifico, è stato realizzato da alcuni ricercatori della University of Southampton, nel Regno Unito, ed è stato poi pubblicato sulla rivista Frontiers in Human Neuroscience. Lo studio sottolinea che ciò che chiamiamo colpo di fulmine è molto probabilmente una valutazione istantanea dell’attrattiva (fisica, sociale e comportamentale) che avviene in frazioni di secondo, prima ancora di qualsiasi conoscenza reale della persona. Il cervello umano ha questa capacità:  può formare giudizi su un volto in circa 100 millisecondi, attivando circuiti legati alla ricompensa e all’emozione.

Lo studio spiega che l’attrazione immediata può dipendere da:

  • somiglianze percepite (anche inconsce)
  • segnali di affidabilità o compatibilità
  • associazioni con esperienze passate

Questi meccanismi fanno sì che il cervello “riempia i vuoti” e attribuisca rapidamente significato emotivo a uno sconosciuto.Il cervello in pratica, con il colpo di fulmine, attiva interesse e attrazione, ma da quel momento, l’idea di costruire una relazione, basata sull’amore, solida e longeva diventa tutta un’altra storia. Non sempre a lieto fine. 

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