I ciucci sono fatti di plastica, e tra i componenti possono avere il bisfenolo A (BPA), una sostanza chimica usata in alcuni tipi di plastica e resine, vietata però nei paesi dell’Unione europea già dal 2011.
Il motivo di questo rigore è collegato alle conseguenze, accertate sul piano scientifico, che può avere il BPA per la salute del bambino:
- può interferire con gli ormoni, soprattutto quelli estrogenici;
- durante lo sviluppo fetale e nei primi anni di vita, l’organismo è particolarmente sensibile alle interferenze endocrine;
- l’esposizione è stata studiata in relazione a possibili effetti sul sistema riproduttivo, metabolico e sullo sviluppo neurologico.
Un test di Konsument (la più importante rivista austriaca che parla dei diritti dei consumatori), pubblicato nell’aprile del 2026, però ha trovato BPA (bisfenolo A) in 6 ciucci su 18. Il VKI (l’organizzazione che pubblica Konsument) ritiene che si tratti di contaminazione accidentale, per esempio durante la produzione, il confezionamento o il contatto con materiali contaminati.
I sei prodotti, tutti venduti anche in Italia, nei quali sono state rilevate tracce di BPA sono:
- Babylove Nature – ciuccio in lattice naturale
- Babylove – ciuccio in silicone
- Baby Nova
- Nip Cherry – lattice naturale
- NUK Space Night
- un set di ciucci acquistato su Shein.
Nel 2021, in Italia, Altroconsumo, insieme all’associazione belga Test Achats, ha analizzato 35 ciucci venduti sul mercato italiano e belga, cercando tra le altre cose nitrosammine, ftalati e bisfenolo A (BPA).
Il risultato più interessante fu che 2 ciucci su 35 presentavano BPA rilevabile: si trattava di Dodie Sucette anatomique e Philips Avent Ultra Air night SCF376/21. E nel settembre 2025 sono stati richiamati 6 lotti di ciucci Curaprox dopo che un test dell’associazione consumatori slovena ZPS aveva rilevato BPA. I prodotti erano commercializzati anche in Italia. Successivamente, altri test nell’ambito del progetto europeo ToxFree Life for All hanno trovato BPA anche in alcuni altri succhiotti, tra cui un modello Sophie la Girafe e un prodotto venduto tramite Temu. Per uno dei modelli Philips Avent inizialmente indicati, Philips ha invece dichiarato che le proprie controanalisi non hanno rilevato BPA.
Il passaggio della sostanza tossica dal ciuccio al corpo del bambino avviene attraverso un fenomeno chiamato migrazione: una piccola quantità si trasferisce dalla plastica alla saliva e quindi viene ingerita. Una parte viene assorbita dall’intestino e passa nel circolo sanguigno; il corpo poi la metabolizza principalmente nel fegato e la elimina soprattutto attraverso le urine.
Alcuni fattori, come questi, possono accelerare il passaggio dalla plastica alla saliva:
- Calore elevato: Sterilizzazioni ripetute in acqua bollente o nel microonde indeboliscono la plastica e accelerano il rilascio delle sostanze chimiche.
- Lavaggi aggressivi: L’uso di detergenti forti o il lavaggio frequente in lavastoviglie degradano la superficie del materiale.
- Invecchiamento e usura: Graffi, morsi o la semplice degradazione del ciuccio dovuta al tempo creano micro-fratture che facilitano la fuoriuscita del BPA.
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