A Morgantown vietata l’architettura ostile che penalizza anziani e persone senza dimora

Un esempio: le panchine non possono avere dei divisori. O elementi che impediscono di sedersi e sostare

Panchine pubbliche con divisori centrali che impediscono di sdraiarsi

Finalmente qualche amministratore pubblico si muove per contenere la tendenza a eliminare qualsiasi spazio di gratuità, a disposizione di tutti, nelle aree urbane. A Morgantown, negli Stati Uniti, il consiglio comunale ha approvato nel luglio 2026 una risoluzione che vieta l’installazione di nuova architettura ostile negli spazi pubblici di proprietà della città.

Nella categoria dell’architettura ostile rientrano elementi progettati per scoraggiare determinati comportamenti, soprattutto quelli delle persone senza dimora, ad esempio:

  • panchine con divisori centrali che impediscono di sdraiarsi;
  • sedute inclinate o segmentate;
  • spuntoni o altre sporgenze installate per impedire di sedersi o sostare;
  • altri dispositivi che rendono uno spazio deliberatamente scomodo, salvo quando siano giustificati da reali esigenze di sicurezza o funzionamento.
Panchina urbana con divisori metallici che impediscono di sdraiarsi

La risoluzione stabilisce che:

  • la città non potrà più installare questo tipo di elementi nei nuovi progetti, nelle sostituzioni e nelle ristrutturazioni di infrastrutture pubbliche;
  • entro circa sei mesi dovrà essere redatto un inventario delle strutture già esistenti considerate “ostili”;
  • quando sarà pronto, tutte le soluzioni realizzate e considerate “ostili” verranno modificate o sostituite con soluzioni più inclusive.

Ma che cosa è l’architettura ostile e attraverso quali lavori si afferma? Per quanto non studiata nei libri di testo e nelle università, l’architettura ostile (in inglese hostile architecture o defensive architecture) si è andata molto diffondendo parallelamente allo sviluppo di città sempre meno inclusive e più separate: si tratta di un approccio alla progettazione degli spazi pubblici che utilizza elementi fisici per scoraggiare o impedire determinati comportamenti, invece di vietarli tramite regole o controlli.

L’obiettivo dichiarato può essere quello di migliorare la sicurezza, ridurre il degrado o gestire l’uso degli spazi. In realtà, queste soluzioni finiscono per colpire soprattutto le persone senza dimora e altri gruppi vulnerabili, come gli anziani, i bambini, le donne incinte, chiunque può avere bisogno di riposare in uno spazio pubblico e gratuito.

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