Che T'Avanza - Non Sprecare
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Che T’Avanza, le box antispreco made in Abruzzo. Che non temono la concorrenza dei giganti

Dimensione locale, facilità d'uso e di accessibilità: Che T'Avanza è la vetrina di box antispreco made in Marsica, che ha creato una rete di piccoli commerci per sconfiggere lo spreco. Non solo alimentare

Che T’Avanza: un Davide contro i Golia della lotta allo spreco. Dimensione locale, semplicità d’uso, accessibilità garantita a tutte e tutti. «Proprio perché – ci dice il social media manager, Vincenzo Venturini,  in una chiacchierata – ci rivolgiamo anche ai piccoli paesi tra L’Aquila e Avezzano, in cui, spesso, altre app di lotta allo spreco alimentare, non sono ancora riuscite ad arrivare, e perché – prosegue – aderire a piattaforme ben più famose e lanciate, sarebbe stato come diventare una goccia nel mare».

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Per questo, la decisione è quella di puntare proprio sul locale, e sulla semplicità d’uso, per poter combattere lo spreco in tutte le sue forme, non solo alimentare. Che t’avanza, in dialetto abruzzese “cosa ti è rimasto”, è l’iniziativa di contrasto agli sprechi che parte dal Bar Spuntì di Avezzano, e diventata la vetrina di tante aziende, non solo dell’agroalimentare, che utilizzano la visibilità del progetto per liberare i magazzini dalle eccedenze, senza buttare nulla. Pensata durante il primo lockdown proprio dalla squadra di questo bar di via degli Eroi, è un’iniziativa che fa della semplicità d’uso e di accesso il suo punto di forza, basandosi su canali come Facebook e WhatsApp business, attualmente ancora i più utilizzati da tutti e tutte, di ogni fascia d’età.

Non c’è bisogno di geolocalizzazione, o di diavolerie elettroniche che tagliano fuori anche i più anziani, ci spiega Vincenzo: «Ciò che noi siamo è un semplice collettore-vetrina di aziende che offrono proposte anti-spreco e alle quali offriamo pacchetti personalizzati di visibilità e pubblicità». Così, come nel caso del Bar Spuntì, gli avanzi del giorno , dalle pizzette degli aperitivi, dai lievitati per la colazione fino al latte prossimo alla scadenza, passando per il pane del forno, finiscono in vetrina su Facebook (sulla pagina del bar e quella dell’iniziativa) e sul canale di WhatsApp business, da dove poter effettuare direttamente le ordinazioni.

E, in effetti, la squadra dietro Che T’Avanza, ha una lunga tradizione di box, non necessariamente legata alla pandemia da Covid-19: dalle colazioni per San Valentino consegnate a casa, alle confezioni di aperitivo scomposto, con tutti gli ingredienti per cocktail e stuzzichini comodamente sul tavolo del soggiorno, con tanto di QR code per la ricetta e il video tutorial.

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Tuttavia, se la dimensione è locale, lo sguardo è sicuramente globale: proprio perché non ha limiti di geolocalizzazione e di alfabetizzazione informatica, Vincenzo ci confida, con una punta di orgoglio, che anche qualche ristoratore italiano all’estero si è affidato al progetto per pubblicizzare box anti-spreco presso la comunità italiana. Ogni giorno, sulla pagina Facebook di Che T’Avanza, il supermercato, i bar, e le tante attività in sofferenza per le chiusure Covid, hanno la possibilità di pubblicizzare le proprie box anti-spreco, a prezzi davvero vantaggiosi. Non limitandosi, ed è questa la grande differenza rispetto ai cugini più blasonati e affermati, al cibo invenduto, ma allargando il raggio di azione a una gamma più ampia di prodotti: agende da personalizzare, t-shirt da serigrafare, cosmetici prossimi alla data di scadenza, persino rimanenze di magazzino. E, i consumatori ci arrivano in modo semplice tramite il social network blu, l’esperienza utente è facile e immediata, si può ordinare tramite WhatsApp e telefono. Nel futuro, Vincenzo, non esclude la possibilità di lanciare una app, purché sia semplicissima e a km0, perché, dice: «Ciò che ci interessa è tutelare le piccole attività del territorio è lottare contro lo spreco su tutti i livelli».

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