L’emicrania è una delle malattie neurologiche più diffuse al mondo. Le stime più accettate indicano che:
- Nel mondo soffrono di emicrania circa 1 miliardo di persone (circa 1 persona su 7-8 della popolazione mondiale).
- In Europa interessa circa il 12-15% della popolazione, cioè decine di milioni di persone.
- In Italia si stima che ne soffrano circa 6 milioni di persone (con una prevalenza maggiore nelle donne).
L’emicrania colpisce soprattutto donne (circa 2-3 volte più spesso degli uomini, anche per il ruolo degli ormoni) e persone tra l’adolescenza e la mezza età, anche se può comparire in tutte le fasi della vita.
Si tratta, a differenza del mal di testa, di una malattia neurologica caratterizzata da attacchi ricorrenti. Di solito presenta:
- dolore pulsante (spesso su un lato della testa, ma non sempre);
- intensità da moderata a forte;
- peggioramento con attività fisica (camminare, salire le scale, muoversi);
- nausea o vomito;
- forte sensibilità a luce, rumori o odori;
- durata tipica da 4 a 72 ore se non trattata.
Nei Centri Cefalee si occupano della diagnosi e della cura delle persone con emicrania e altri tipi di cefalea. L’obiettivo non è solo “spegnere il dolore” durante l’attacco, ma capire il tipo di emicrania, ridurre la frequenza degli episodi e migliorare la qualità di vita.
In genere il percorso comprende:
1. Diagnosi e valutazione
Gli specialisti (spesso neurologi esperti in cefalee) raccolgono informazioni su:
- frequenza degli attacchi (quanti giorni al mese);
- durata e caratteristiche del dolore;
- sintomi associati (nausea, aura, sensibilità a luce e suoni);
- farmaci già utilizzati e loro efficacia;
- eventuali fattori scatenanti.
Possono chiedere di compilare un diario della cefalea, utile per individuare schemi e valutare la risposta alle cure.
2. Terapie per l’attacco acuto
Servono a fermare o ridurre il dolore quando arriva l’emicrania. Possono includere:
- farmaci analgesici o antinfiammatori selezionati dal medico;
- farmaci specifici per l’emicrania, come i triptani;
- terapie di supporto per nausea o altri sintomi.
La scelta dipende dal tipo di emicrania e dalle caratteristiche della persona.
3. Terapie preventive
Se gli attacchi sono frequenti o molto invalidanti, il centro può proporre cure preventive, cioè trattamenti assunti con regolarità per ridurre:
- il numero degli attacchi;
- l’intensità del dolore;
- l’uso di farmaci al bisogno.
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