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Cemento selvaggio, divoriamo 8 metri quadrati al secondo

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Il suolo, in Italia, lo divoriamo. Con il cemento, con le costruzioni (comprese quelle abusive), con i cantieri che lavorano giorno e notte quando si tratta di fare abusi edilizi. L’Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale (Ispra) ha diffuso dati veramente spaventosi sul consumo di suolo in Italia negli ultimi anni: siamo a un ritmo di 8 metri quadrati al secondo. Terra che scompare e diventa cemento. Agricoltura e verde che vengono cancellati e nuovi spazi edilizi (case e capannoni) che si gonfiano: ovunque, nelle città come nelle campagne e nelle periferie.

Il trend è inarrestabile da più di mezzo secolo, esattamente dal 1956, e siamo passati da una cementificazione del 2,8 per cento degli anni Sessanta a quella attuale che si aggira attorno al 10 per cento. E’ come se ogni cinque mesi fosse costruita una città grande come Napoli, oppure come se ogni anno spuntassero Milano e Firenze messe insieme. E la crescita demografica non basta a spiegare la protata del fenomeno.

Intanto, in campagna elettorale nessuno ha avanzato proposte concrete su come sia possibile rilanciare l’economia e l’edilizia, bloccando però la cementificazione selvaggia del Paese. Una strada ci sarebbe: fare grandi progetti di manutenzione e di riqualificazione di spazi, quartieri ed edifici, pubblici e privati. Significherebbe rimettere in moto un volano fondamentale per la crescita e migliorare l’Italia, non distruggerla.

Ci sarà un governo capace di centrare l’obiettivo?

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