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C’è la crisi, i funerali si fanno in casa E il parente si seppellisce in giardino

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WASHINGTON ? Alla morte di un congiunto, sempre piu’ famiglie americane ne tengono la salma in casa e provvedono personalmente alla sua sepoltura in giardino, o alla sua cremazione, naturalmente su permesso del Comune, senza ricorrere a una impresa di pompe funebri. Lo fanno sia a causa della crisi ? in America un funerale costa dai 6 mila dollari (4.300 euro) in su ? sia per congedarsi dall’estinto nella massima intimita’ e per restargli piu’ vicino. Lo riferisce il New York Times, dicendo che non esistono statistiche su queste esequie fai da te, ma che in sette anni esse sono molto aumentate.

Nel 2002, ha scritto il giornale, c’erano soltanto due ditte di consulenza per quello che chiama il funerale domestico, adesso ne esistono 45. Un fenomeno sociale con un precedente importante, ricorda il New York Times: una trentina di anni fa, in America era di moda per le puerpere partorire a casa, non in clinica. Su 50 Stati americani, solo sei, Connecticut, Indiana, Louisiana, Michigan, Nebraska e New York impongono che la famiglia dell’estinto faccia ricorso a una impresa di pompe funebri. Gli altri 44 lasciano la liberta’ di disporre della salma, seppellendola in un cimitero o tenendone le ceneri, a scelta, dopo la cremazione (per ospitarne la tomba, il giardino di casa deve essere semirurale). E questa liberta’ e’ divenuta cruciale nel tempo della crisi: Joshua Slocum, direttore della Funeral consumer alliance, ha spiegato al New York Times che un tempo poche famiglie, le piu’ unite, preferivano le esequie fai da te. Ma adesso che non hanno i soldi per pagare il mutuo, sono un forte risparmio per tutti, aggiunge, notando che chi vi ricorre vive una forte esperienza emotiva.

Rispetto a quelle tradizionali, le esequie fai da te costano un decimo, circa 300 dollari per una bara, 200 dollari per la consulenza su come preservare la salma e disporne, e altrettanto per le spese residue. Ma la loro popolarita’ non e’ solo dovuta a un calcolo economico. Una consulente, Jerrygace Lyons, che dal ’95 a oggi ha aiutato oltre 300 famiglie, dichiara che i congiunti si sentono molto piu’ vicino all’estinto, il distacco da lui e’ molto piu’ intimo e prolungato. Racconta che nel ’95, quando fu invitata a partecipare a un funerale domestico di una amica, lo trovo’ difficile e doloroso, ma si rese conto che era un gesto di amore e rispetto per il defunto. Osserva il New York Times che questi consulenti in America sono detti midwives, ossia levatrici, perche’ sovrintendono al passaggio a un’altra vita. Alcuni Stati come l’Oregon intendono obbligarli a ottenere una licenza come le levatrici vere e proprie. Sarebbe un bene, hanno un ruolo molto delicato, ha commentato Slocum.